La consigliera regionale se ne va e rinuncia anche al vitalizio. L’ex sindaco di Milano, Albertini, commenta le dimissioni: “fu eletta solo per confidenza con il capo”

Nicole Minetti

Con un gesto di buon senso Nicole Minetti si è decisa a firmare le sue dimissioni, rinunciando a pochi giorni dal traguardo anche al tanto contestato vitalizio.

E’ chiaro a tutti che il posto come consigliere regionale è stato un generoso regalo di Silvio Berlusconi per i servizi resi dall’ex igienista e soubrette di Colorado Cafè (qualche maligno malpensante potrebbe dire per i servizietti resi, ma lasciamo perdere…).

Certo, adesso sarebbe stato meno devastante, da un punto di vista etico e pubblico, sistemare la Nicole all’interno dell’azienda, nel campo dello spettacolo, dove non avrebbe stonato più di tanto, magari con una bella conduzione di uno dei tanti programmi di livello ad hoc. Ma a quanto pare Piersilvio Berlusconi ha sempre opposto molte resistenze alle pretese del padre di usare le tv come collocamento dorato per le sue amichette, tanto che Silvio ha sempre trovato più agevole sfruttare in questo senso la Rai o ancor meglio il partito, dove non c’era nessuno a opporre la minima resistenza.

Ecco, le dimissioni di Nicole Minetti forse segnano un’altra piccola svolta. Con una politica, un’opinione pubblica e forse persino una destra non più disponibili ad accettare ogni capriccio di padron Silvio e meno che mai il suo esercito di vallette. Con una politica che pretende di essere qualcosa di più e di meglio di un casting per un reality. C’è da capire, Piersilvio permettendo, quale sarà adesso il premio per il grande sacrificio di Nicole. Chissà, magari potrebbe finire a condurre il Grande fratello. E la Marcuzzi? Naturalmente candidata a premier, del resto trovate che nell’area berlusconiana ci sia qualcuno di più presentabile e credibile?

All’indomani delle dimissioni di Nicole Minetti da consigliere regionale della Lombardia l’ex sindaco di Milano Gabriele Albertini scherza sul futuro dell’ex igienista dentale. “Adesso ci sarà una telefonata di Tinto Brass che la inviterà a fare un bel film che guarderò con grande piacere”. Così l’eurodeputato Albertini (Pdl) ad Agorà, su Rai Tre scherza sulle dimissioni della Minetti.

Spiegando la sua battuta, considerata di “cattivo gusto” dalla giornalista Maria Teresa Meli, presente in studio, Albertini aggiunge: “Nel 2005 ho convinto il presidente Berlusconi con una telefonata di un’ora a non inserire nel listino bloccato non Nicole Minetti, ma una degna persona, che però aveva 21 anni e non era ancora laureata, che si chiama Lara Comi, attuale deputata europea. È stata fuori non perché non fosse commendevole, ma semplicemente perché non doveva stare nel listino bloccato una persona che aveva solo una confidenza con il capo del partito. Berlusconi quindi – conclude – fece una scelta diversa e nel listino bloccato finì il capo di Gabinetto del sindaco di Milano”.

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