Il re dei paparazzi oggi a Milano per l’udienza sulla sorveglianza. I giudici danno ok sull’affidamento in prova ai servizi sociali. Della sua “ex” lui non parla…

Fabrizio Corona

È terminata l’udienza davanti al tribunale di sorveglianza di Milano chiamato a decidere se mandare in carcere Fabrizio Corona in esecuzione delle prime sentenze di condanna a suo carico passate in giudicato. Secondo quanto si apprende, il sostituto procuratore generale Antonio Lamanna avrebbe espresso parere favorevole all’istanza di affidamento in prova ai servizi sociali.

Corona – come riporta il Corriere della Sera – si è presentato in elegante completo blu e occhiali da sole e in compagnia della mamma: «Una garanzia affettiva». Poi ha spiegato ai giornalisti di avere «una intensa attività lavorativa, 30 dipendenti. «Io sono cambiato rispetto a 3 anni fa, non sono più quel Corona. In carcere non ci voglio tornare. Rischio di uscire a 44 anni e di avere la vita rovinata».

La richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali è stata presentata dopo l’invio da parte della Procura Generale dell’ordine di esecuzione della pena con sospensione in quanto la somma delle condanne finora «collezionate» da Corona che arriva a un totale di 2 anni e 8 mesi (sotto i tre anni e quindi non deve essere scontata in carcere).

Il totale è stato raggiunto sommando la pena di 1 anno e 5 mesi per tentata estorsione per il caso dei presunti foto ricatti ai danni dei vip e 2 patteggiamenti definitivi «rimediati» a Orvieto e Civitavecchia per aver speso denaro falso. A questi sono stati invece sottratti i mesi di carcere già scontati (circa 5) dall’ex fotografo dei vip, quando era esploso il «ciclone Vallettopoli». Il Tribunale di Milano, sezione misure di prevenzione, nei mesi scorsi aveva poi disposto il rispetto di alcune prescrizioni a Corona per un anno e mezzo. Tra queste il divieto di rincasare dopo le 21 e di uscire prima delle 7.

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