Si accende la discussione sui lavori di Villa Mon Repos. Sulla vicenda, che in queste ore torna in primo piano, riceviamo e pubblichiamo una nota a firma del presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri, che sollecita a Palazzo dei Giurati risposte urgenti sulla mozione e l’interrogazione presentati in tema lo scorso 27 luglio, che di fatto sono sinora (insieme alle istanze anche di Legambiente) le uniche iniziative registratesi sulla futura – anzi ormai presente – destinazione d’uso dell’ex sede del casinò di Taormina.

«In merito alla situazione di Villa Mon Repos – afferma Raneri -, desidero precisare che almeno due lettere sono state inviate in merito dal sottoscritto al sindaco di Taormina ma fino ad oggi il primo cittadino non si è degnato di dare alcuna risposta sulle questioni sollevate e lo stesso discorso vale per l’assessore all’Urbanistica». «C’è un’interrogazione e una mozione di cui sono stati anche pubblicamente riportati i contenuti ma non si sono potute discutere, sino a questo momento, per le frequenti assenze in aula del sindaco e talvolta anche dell’assessore all’Urbanistica, in ogni caso sicuramente assenti per “impegni istituzionali”. Ma la cosa più scandalosa di questa vicenda è quello che dichiara il direttore dei lavori, nonché il progettista, dalle cui affermazioni rese ad un quotidiano si evince che quanto si sta realizzando “è un resort”, come lo definisce il progettista. Come mai, allora, il progetto non è pervenuto all’attenzione del Consiglio Comunale? In merito alle citate lettere inviate al primo cittadino e alla luce di quanto sta avvenendo, come una eloquente immagine ha mostrato, non si comprende per quale motivo il sindaco di Taormina non ha sospeso i lavori e non ha nemmeno dato disposizione agli uffici di trasmettere con immediatezza la proposta progettuale al  Consiglio comunale, come disposto dal vigente regolamento e dalle norme di salvaguardia».

«Bisognerebbe, inoltre, capire come sia possibile che il progettista abbia concordato il tutto con la Soprintendenza, quando il titolare della programmazione urbanistica sul territorio è il Consiglio comunale. Forse il direttore dei lavori, che è lo stesso di “Pensione Minerva”, ricorda ancora il parere negativo espresso dal Consiglio in merito allo scempio che è stato consentito nell’area denominata “Minerva”. Sempre per dichiarazione del progettista, si apprende che altre autorità li hanno “torchiati” ma “senza trovare niente”: pertanto, senza voler entrare in alcun modo nel merito delle autonomie di queste autorità preposte, sarebbe utile sapere cosa sia stato esattamente controllato dalle Forze dell’Ordine, visto che ad oggi non risulta sia stato prelevato presso gli uffici del Comune alcun atto riguardante la pratica».

«Nessuna Amministrazione comunale sino ad oggi a Taormina, tranne l’Amministrazione Passalacqua, aveva osato e consentito che scempi come quelli che si stanno consentendo su via Pirandello fossero consentiti con “l’insipienza”, per non usare vocaboli più forti, di un’Amministrazione che farebbe bene a leggersi o ripassare cosa prevede il Prg e nello specifico la norma inerente quella zona. Non è più sopportabile che gli uffici competenti diano, come nel caso in specie, “giustificazioni” sull’operato, riconducibili ad ipotetiche ristrutturazioni, che hanno una normativa specifica e non si prestano ad alcuna interpretazione, stante che la giurisprudenza siciliana anche di recente si è espressa su questi concetti». «La questione è semplicemente vergognosa, ed ulteriori approfondimenti mi riservo di farli in Consiglio comunale al momento della trattazione della mozione e dell’interrogazione. Il sindaco, sospenda i lavori e si decida a inviare gli atti al Consiglio comunale, come da norme di attuazione e misure di salvaguardia che disciplinano la materia urbanistica a Taormina».

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