Nei terreni dell’ex sede storica del Casinò di Taormina non c’è più verde. Il vero scempio non sono i lavori dei privati ma la pochezza di una silente classe politica che non ha tutelato le tante bellezze del proprio territorio  

lavori in corso a Villa Mon Repos

Ci sono immagini che non hanno bisogno di troppi commenti e da sole parlano più di qualsiasi altro discorso. Un nostro lettore ci invia questa foto.

Villa Mon Repos, l’ex sede storica del Casinò di Taormina, si presenta così in queste ore. C’era una volta un polmone verde di Taormina e oggi non c’è più.

Il progetto in fase di attuazione prevede la realizzazione di 14 residence. L’attuale proprietà della villa ha ottenuto le necessarie autorizzazioni essendo, dunque, in possesso della concessione rilasciata dal Comune: di conseguenza è legittimata a portare avanti i propri interessi.

Villa Mon Repos appare, invece, la Caporetto della classe politica locale, che silente e incapace di proteggere gli angoli più belli del territorio scrive l’ennesima pagina nera della storia recente della città. Forse una delle più imbarazzanti, di sicuro quella che si porta via un altro pezzo della Taormina che fu.

Il dado è tratto e persino le polemiche lasciano il tempo che trovano in un contesto alquanto suscettibile, dove i vari attori della cosa pubblica, anzichè confrontarsi con la critica, alzano spesso lo scudo della “sindrome” da presunti attacchi personali e strumentali a Tizio o Caio. Ma questa foto va vista e rivista a lungo, per riflettere. Un paese che vive di turismo e si priva a “mani conserte” del suo paesaggio – unica vera risorsa rimasta – che futuro può avere?

Lo scempio non è quello che sta avvenendo o potrà accadere: ma averlo consentito.

© Riproduzione Riservata

Commenti