Nel “riordino fiscale” del Governo spunta la norma che prevede di inserire nella dichiarazione Irpef le “rendite” derivanti anche dalle pensioni e assegni di invalidità. L’ennesima stangata costerà 100-172 euro a famiglia

Mario Monti

Non conosce più alcuna vergogna l’azione del premier italiano Mario Monti, mirata al presunto risanamento dei conti pubblici con un carico fiscale senza precedenti a danno dei ceti deboli.

Ogni atto normativo, un taglio o una tassa. Potremmo ricondurre soltanto a questo inesorabile e ripetitivo principio le modalità d’intervento del governo Monti. Stavolta il giro di vite del “tecnici” dopo le detrazioni e le deduzioni fiscali colpisce le rendite.

Da domani pensioni e assegni di invalidità saranno tassate. Alcuni esempi? Se riscuoterete dei capitali in caso di morte di un familiare dalla sua assicurazione sulla vita, dovrete pagarci sopra le tasse.

Stessa sorte per le pensioni e le indennità di accompagnamento per gli invalidi. E ancora: saranno tassate le pensioni di guerra, gli assegni previdenziali reversibili, le tredicesime e tutte le rendite ‘militari’, dalle pensioni alle rendite legate alle medaglie al Valor militare.

Per tutte queste voci, e molte altre, scatterà l’imposizione progressiva dell’Irpef, ma solo se i contribuenti dichiarano compensi annui oltre i 15mila euro lordi. La scelta di mettere un paletto così basso – appena 15 mila euro lordi l’anno, meno di mille euro al mese – determinerà un’ampia platea di persone – “contribuenti” per dirla alla Monti – che saranno coinvolti in questa nuova tassazione: basti pensare che solo le prestazioni Inps legate all’invalidità sono 2milioni e 733 mila.

E’ il Corriere della Sera a tirare le somme di questo provvedimento: pensioni e assegni di invalidità costano 3,8 miliardi di euro l’anno, le indennità di accompagnamento raggiungono addirittura i 12,9 miliardi di euro l’anno. Ed è proprio lì che i tagli (e i conseguenti risparmi) saranno più consistenti.

Quella sulle pensioni di accompagnamento è la norma che più fa discutere. L’indennità di accompagnamento, infatti, viene concessa a chi non è in grado di camminare e a chi, in quanto invalido, ha bisogno di assistenza per le attività quotidiane. Ebbene, da oggi chi percepisce redditi oltre i 15mila euro lordi annui dovrà inserire gli assegni di accompagnamento nella dichiarazione Irpef, ergo, sottoporli a tassazione.

Secondo la Cgia di Mestre, tra aumento dell’Iva, la franchigia e il tetto su deduzioni e detrazioni, anche considerato l’abbattimento dell’Irpef, la nuova stretta di Monti costerà alle famiglie italiane 2,5 miliardi l’anno, circa 100 euro a famiglia in media. Per Federconsumatori la cifra sarà invece più alta: 172 euro a famiglia, per un totale di 3,8 miliardi.

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