La giornata mondiale della pulizia mani promuove una regola di vita che protegge da molte infezioni. Diarrea e polmonite uccidono oltre due milioni di bambini l’anno

l’importanza di lavarsi le mani

Quante volte ci è capitato, specie da bambini, di sentirci dire la fatidica frase: “Lavati le mani!”. E’ una delle prime regole che mamma e papà insegnano al bambino. Una frase che ripetono più volte al giorno, fino a diventare noiosi. Bastano acqua e sapone.

Un piccolo gesto – spiega “Repubblica” in un approfondimento sul tema – che è uno dei sistemi più economici per tenersi alla larga dalle malattie: da quelle meno gravi e più diffuse, come il raffreddore, fino a quelle più complicate come il colera. Oggi, 15 ottobre, l’Unicef celebra la Giornata mondiale sulla pulizia delle mani 1.

Un modo per mobilitare milioni di persone sull’importanza di questa regola di vita in 70 paesi e 5 Continenti. Nelle scuole più remote del Mondo, centinaia di migliaia di persone festeggeranno con bolle di sapone un’abitudine che aiuta a combattere le infezioni. Basta pensare che diarrea e polmonite uccidono tre milioni di bambini l’anno e oltre un terzo potrebbe non ammalarsi.

Se in alcune nazioni l’abitudine di avere “mani pulite” è piuttosto diffusa, altrove non è così. “Lavare le mani con il sapone è una delle misure più efficaci ed economiche per prevenire le malattie diarroiche e le infezioni respiratorie acute, che ogni anno sono insieme responsabili di circa 3,5 milioni di decessi infantili, 500mila dei quali nella sola Africa occidentale e centrale” – segnala l’Unicef – . Ogni giorno, più di 5mila bambini sotto i 5 anni muoiono a causa di malattie diarroiche, provocate in parte dall’utilizzo di acqua contaminata e dalla mancanza di servizi igienici di base”.

In Italia. Tra le mamme italiane c’è massima l’attenzione. Segue questa pratica semplice l’80% delle madri, ma solo il 39% è consapevole del fatto che diarrea, infezioni ospedaliere, influenza e patologie respiratorie sono tutte patologie collegate al non corretto lavaggio delle mani, mentre una percentuale significativa (8%) è addirittura convinta che non ci siano legami tra questa regola d’igiene e le patologie. I dati emergono dalle risposte date dalle mamme italiane che hanno partecipato al questionario ‘Manine Pulite’, lanciato dalla campagna Crescere Protetti 2. L’iniziativa è stata promossa dalla Società italiana di pediatria (Sip), proprio in occasione della Giornata mondiale per la pulizia delle mani.

Il questionario. Alle domande hanno risposto oltre mille donne, prevalentemente con figli da 0 a 3 anni (52%). E’ emerso che il gesto della pulizia delle mani, è uno dei primi che una madre insegna al proprio figlio. Una convinzione radicata in più del 99% delle italiane. “E’ molto importante che il genitore abbia sviluppato una sorta di abitudine a lavare accuratamente le proprie mani e quelle dei bambini – afferma Alberto Ugazio, presidente Sip – e il pediatra non deve solo dispensare i giusti consigli e le evidenze scientifiche, ma deve soprattutto essere il primo a dare il buon esempio”.

I consigli. Ma come insegnare a un bambino a lavarsi le mani? Per il 41% delle mamme il segreto risiede nell’associare il lavaggio a un gioco. Mentre il 36%, soprattutto coloro che hanno figli più grandi, scelgono spiegazioni sull’importanza di una corretta pulizia. Di sicuro il metodo coercitivo è meno diffuso: solo il 2,6% delle persone intervistate lo adotta. Da segnalare, infine, il successo del sapone con antibatterico, usato da quasi il 40% delle famiglie, rispetto a quello tradizionale (32%).

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