Il vecchio presidio messo in vendita dalla Regione, il Comune verso nuove ricerche catastali: farà in tempo?

ex ospedale di Taormina

Il Comune di Taormina spalle al muro sull’ex ospedale San Vicenzo? Così sembra per la struttura messa in vendita dalla Regione Siciliana nell’ambito del programma di vendita immobiliare previsto dall’Assessorato Regionale all’Economia e la SPI (Sicilia Patrimonio Immobiliare).

L’argomento è stato affrontato nella più recente seduta di Consiglio comunale, a seguito di un intervento del consigliere Agostino Di Pietro, secondo cui “il Comune ha trascurato la vicenda e non ha posto adeguato attenzione per difendere i locali, che ora rischiano di diventare appartamenti o alberghi”. “Con un finanziamento regionale – ha detto il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri – è stato fatto un ampliamento dell’edificio e quella parte è certamente della Regione, ma la parte vecchia che comprende anche la Chiesa di San Francesco di Paola, ex cattedrale di Taormina, è del Comune e va fatta quindi al più presto una ricerca catastale degli atti”.

L’irrisolta contesa sulla proprietà del bene, complessivamente stimato dalla Regione per un valore di 9 milioni 745 mila euro, si trascina da anni e sin qui il Comune di Taormina non è riuscito ad imporsi. “Le ricerche vengono promesse da tempo ma poi non ci sono mai stati riscontri o perlomeno non si conoscono gli esiti – ha detto Di Pietro – e non si è nemmeno pensato di discutere con l’Asp e immaginare la realizzazione in quei locali di una fisioterapia riabilitativa”. Sinora l’Asp5 è parsa certa della proprietà della struttura. Com’è noto in un’ala dell’edificio si trovano alcuni edifici dell’azienda sanitaria.

L’altra metà (che comprende l’ex chiesa di San Francesco di Paola) è sempre stata considerata di proprietà del Comune. Tuttavia, l’azienda si è ritenuta ormai interamente proprietaria del bene. Il Consiglio comunale di Taormina ha votato in passato una mozione per ribadire il vincolo e la destinazione d’uso dei locali a struttura sanitaria, ma tutto questo adesso rischia di non bastare più.

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