Nuove indagini sulla misteriosa morte della 19enne trovata impiccata in una villa ad Adrano due anni fa

Valentina Salamone

Valentina Salamone non si è suicidata. La diciannovenne trovata morta impiccata il 24 luglio del 2010, in una villetta alla periferia di Adrano, non si è tolta la vita ma sarebbe stata uccisa. Un’ipotesi che sta diventando una certezza.

Del suo caso si sono occupati in tanti. Inquirenti, genitori, amici, trasmissioni televisive. Il sito di petizioni online “Firmiamo.it” aveva anche organizzato una raccolta di firme perché si continuasse ad indagare sulla sua morte. La storia è quella di una diciannovenne di Biancavilla, che non aveva alcun motivo per togliersi la vita.

Si è parlato sino ad oggi di suicidio. Una tesi a cui i genitori, gli amici e chi la conosceva bene, non hanno mai creduto. E alla quale pare che anche gli inquirenti non credano più, tanto da far riaprire il caso.

L’avvocato Carmelo Scalia e il sostituto procuratore generale Sabrina Gambino hanno infatti presentato una richiesta al Gip, Francesca Cercone, per indagini suppletive, vista la scadenza dei termini, spiegando che ”alla luce delle nuove acquisizioni può affermarsi che Valentina Salamone fu uccisa e chi pose in tale in essere tale delitto ebbe a simulare con notevole abilità il suicidio”.

In pratica dopo indagini eseguite da carabinieri del nucleo investigativo di Catania e del Ros di Messina, e dai magistrati si è fatta strada la convizione che la ragazza non si tolse la vita ma fu uccisa e dopo inscenato il suo suicidio. Per questo sono stati chiesti al Giudice delle indagini preliminari ”ulteriori approfondimenti” per confermare ulteriormente la tesi dell’omicidio e individuare gli eventuali colpevoli.

L’avvocato dello Stato e la Procura generale di Catania avevano avocato l’inchiesta, come prassi, dopo l’opposizione posta dalla famiglia della vittima all’archiviazione chiesta al Gip dalla Procura della Repubblica che aveva chiuso il caso come suicidio.

Valentina venne trovata morta dagli amici la mattina del 23 luglio 2010, dopo una festa tenuta nella villetta che assieme a loro aveva affittato per il weekend. La ragazza fu rinvenuta al mattino ma i genitori furono avvisati solo alle 18. Primo particolare che insospettii i parenti.

Da allora una battaglia legale senza fine per i genitori, che hanno dovuto gridare forte per avere un’autopsia sul corpo della figlia. Autopsia i cui risultati sono ancora riservati e la famiglia non vi ha ancora avuto accesso. Una vicenda sulla cui dinamica e sulle cui motivazioni non esiste alcuna certezza. Una ragazza di diciannove anni, nel pieno della vita e dopo una festa con amici in una villetta in piena serenità, perchè mai avrebbe dovuto scegliere un momento del genere per farla finita?

Il padre, alla trasmissione “Quarto Grado”, poco tempo fa aveva lanciato di nuovo, la voglia e il diritto di verità non tanto per lui quanto per la memoria della figlia. Anche il web si è mobilitato per chiedere la verità sulla morte di Valentina Salamone; su Facebook è stata creata una pagina “Vogliamo la verità su Valentina Salamone”, che aumenta di membri giorno dopo giorno. I genitori sperano che finalmente si riesca a saperla.

E’ arrivato il momento di fare chiarezza sulla morte di Valentina e soprattutto fare giustizia se davvero, come sembra altamente probabile, qualcuno ha ucciso una ragazza di 19 anni e ha simulato poi vigliaccamente il suicidio.

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