Da lunedì l’incidente probatorio, Schettino in aula. Una settimana per discutere 270 pagine dei periti del Gip: il 13 gennaio nelle acque del Giglio sono morte 32 persone

il naufragio della “Costa Concordia”

Nove mesi dopo la strage è il momento del processo. Le 270 pagine della perizia sul naufragio della Costa Concordia sono state consegnate dai tecnici nominati dal Gip di Grosseto ai primi di settembre e da lunedì mattina probabilmente per l’intera settimana, saranno l’oggetto della discussione, delle obiezioni e dei botta e risposta tra le parti in causa. Si svolgerà così l’udienza per l’incidente probatorio, cioè per il confronto sulle “prove” delle cause del naufragio, avvenuto il 13 gennaio davanti all’isola del Giglio, con la morte di 32 persone.

Sul palco del Teatro Moderno di Grosseto, dalle 9 alle 18, siederanno, al centro, i magistrati giudicanti, il collegio dei periti, il Gip Valeria Montesarchio e il cancelliere. A destra, i dieci indagati, compreso l’ex comandante Francesco Schettino, con i loro quattordici difensori. Quindi, l’interprete, tredici consulenti, dieci collaboratori. A un altro tavolo, i magistrati inquirenti, cioè il procuratore Francesco Verusio e i sostituti Alessandro Leopizzi, Maria Navarro e Stafano Pizza. Dagli schermi allestiti per l’occasione si potranno vedere le immagini e ascoltare le telefonate intercorse la sera del naufragio, fra l’equipaggio, la Costa, la Capitaneria e le forze dell’ordine. Saranno circa 500 le persone del “pubblico”, tra familiari delle vittime e parti lese. Il Teatro Moderno può comunque accogliere fino a 1.300 persone. L’udienza dovrebbe durare dai 3 ai 6 giorni, a porte chiuse, come prevedono le norme che regolano gli incidenti probatori.

Lunedi 15 la parola ai periti della Procura, martedi 16 saranno sentiti altri esperti, mercoledi 17 sara il turno dei carabinieri del Ris, per l’esame delle registrazioni audio. A quel punto, poi, potranno prendere la parola gli avvocati di parte civile, che in tutto sono 126, e i loro consulenti, che sono 50. La discussione intorno alle risposte date dai periti sulle 50 domande affidate dal gip Valeria Montesarchio potra dunque impegnare le parti in causa per un’intera settimana.

In aula ci sarà anche l’ex comandante Francesco Schettino, che ha ottenuto il permesso di lasciare Meta di Sorrento (Na) dove ha l’obbligo di dimora. Accusato di omicidio colposo, abbandono della nave e danno ambientale, Schettino spera di poter dare ai suoi avvocati suggerimenti tecnici in grado di far cambiare il parere del Gip nei suoi confronti. Ma l’analisi di quella notte, messa nera su bianco dai periti del giudice per le indagini preliminari, lasciano ben pochi margini all’ex comandante, ritenuto colpevole di una manovra “azzardata” e di essere finito sugli scogli del Giglio, evitando una tragedia di proporzioni ancora maggiori, solo “per una serie di casualità”. Senza contare che comunque, per i periti, Schettino è colpevole di aver dato l’ordine di evacuazione con 40 minuti di ritardo.

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