Claudio Amendola non mollerà la serie ma ha detto di essere stanco, anche per alcune “ruggini” tra gli attori

Claudio Amendola

Alta tensione sul set de “I Cesaroni”. Lo ammette uno dei protagonisti, Claudio Amendola: “Io sono debitore alla serie, ma adesso è tutto più difficile”.

Sembra finito il tempo della spensieratezza per Amendola che, nell’amatissima serie tv di Canale 5, dà il volto al protagonista, Giulio Cesaroni.

L’attore, raggiunto da “Diva e Donna”, per la prima volta confessa di risentire di una certa stanchezza dovuta alla ripetitività del lavoro sul set. “Un po’ d’affanno si avverte”, rivela Amendola. “Diventa pesante – aggiunge – Ogni serie dura dieci mesi, aumentano gli episodi… ‘L’abbiamo già fatta sei volte ‘sta cosa’, ti ritrovi a pensare”.

Non è tutto, perché a quanto pare negli ultimi tempi anche l’atmosfera durante le riprese non è troppo serena, visto che i rapporti con gli altri attori “si deteriorano dopo tanti anni – spiega l’attore – le persone cambiano”.

Che Claudio stia pensando di lasciare la fortunata fiction? Su questo punto l’attore rassicura i fan: “Per quanto mi riguarda no. Ci sarà una sesta serie”.

“Sono debitore a I Cesaroni – precisa poi Amendola – Mi hanno dato la serenità economica e il successo popolare. Non posso permettermi di rinunciare a un contratto come questo. Poi, senza I Cesaroni, tanta gente va a casa. Penso alle maestranze, alle loro famiglie”.

Senza falsa modestia, l’attore ammette di essere consapevole del fatto che, se lui dovesse lasciare il set, la serie non andrebbe più in onda: “Probabilmente è così, ma non per me, è per il peso del mio personaggio”, dichiara.

Nonostante questo, Claudio non ha problemi ad ammettere di essere molto diverso da Giulio Cesaroni, il personaggio che interpreta sul piccolo schermo: “Con Giulio ho in comune le qualità leali, schiette, rustiche della romanità – spiega l’attore – Per il resto, lui è l’opposto di me. Non si sente all’altezza, come uomo e come marito. Ed è molto più buono di me. lo sono più incattivito, più freddamente cinico. Si vive meglio”.

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