Secondo “Demopolis” i tre partiti che sostengono Monti (Pd, Pdl e Udc) insieme non raggiungono la metà dei consensi, mentre il M5S è seconda forza, due punti sopra Berlusconi. Cresce l’astensione, fiducia nei partiti al 3%

Beppe Grillo

Beppe Grillo prosegue inarrestabile il suo tour politico in Sicilia e nelle scorse ore ha parlato al suo “popolo”, sempre più numeroso, sull’Etna. Un comizio simbolico, quello del comico contestatore, che sembra il punto esclamativo sullo tsunami che sta invadendo il Paese: vulcanico e deflagrante, come esplosivo sembra ormai l’effetto del leader di Movimento Cinque Stelle sulla politica italiana.

Non a caso, per l’effetto Grillo e degli scandali corruzione, crolla al 3 per cento la fiducia degli italiani nei partiti politici. E’ il dato, rilevato dal Barometro Politico di ottobre dell’Istituto Demopolis e rappresenta il valore più basso mai registrato negli ultimi trent’anni di analisi dell’opinione pubblica del Paese.

«Gli scandali delle ultime settimane», spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento, «sembrano aver cancellato la residua fiducia dei cittadini: ad apparire in crisi è ormai la legittimazione stessa della classe politica. La crescente insofferenza degli italiani verso i partiti che hanno governato il Paese negli ultimi anni sta determinando un netto incremento non soltanto dell’astensione (oggi al 32 per cento), ma anche di quanti non saprebbero oggi per chi votare: si tratta di elettori, prevalentemente dell’area moderata, in cerca di rappresentanza, di nuove valide ragioni per tornare alle urne».

L’indice della fiducia degli italiani nei partiti ormai tende impietosamente verso lo zero.

Se si votasse oggi per le Politiche, secondo l’analisi dell’Istituto Demopolis, il Partito Democratico otterrebbe il 26 per cento, confermandosi primo partito nel Paese e staccando di dieci punti percentuali il Pdl che, con un elettorato profondamente disorientato, si fermerebbe al 16.

Il Movimento 5 Stelle di Grillo, con il 18 per cento, diviene oggi, virtualmente, la seconda forza politica del Paese. Si rafforzano leggermente l’Udc di Casini, all’8 per cento, e la Lega di Maroni, al 5,5.

Appare in ripresa Sinistre ecologia e libertà, il partito di Nichi Vendola, che si attesta, come l’IdV, tra il 6 ed il 7.

Tra i dati più interessanti, quello che riguarda la maggioranza di governo: i partiti che sostengono Monti (Pdl, Pd e Udc) messi insieme al momento stanno (seppur di pochissimo) sotto il 50 per cento. Un po’ poco per un esecutivo che si professa ‘di larghe intese’ e che gode in Parlamento di una maggioranza ‘bulgara’.

Significativo è anche il dato che riguarda l’area più critica verso Monti, cioè quella di Movimento 5 Stelle, Italia dei Valori e Sel, che insieme starebbero attorno al 30 per cento e costituirebbero il primo ‘partito’ (ma, com’è noto, un’alleanza tra questi tre soggetti è al momento esclusa).

Sotto il 3 per cento, per il momento, tutti gli altri. Notevole il crollo di Fini, il cui partito ormai è al 2,8. Completamente sparita da monitor l’Api di Rutelli e Tabacci.

Una cosa è certa: le imminenti elezioni regionali in Sicilia del 28 ottobre prossimo faranno comunque da “laboratorio” in vista delle Politiche della primavera 2013.

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