Nel dossier di oltre mille pagine contro l’ex campione di ciclismo prove e riscontri schiaccianti, che evidenziano chiaramente come il re del Tour sinora abbia mentito

Lance Armstrong

Lance Armstrong senza scampo. La dura legge del contrappasso è arrivata con una infinità di prove che sembrano attestare in modo inequivocabile quello che è stato già definito “il grande imbroglio”.

Anni di doping e bugie stanno per costare cari all’ex campione texano di ciclismo. Da eroe celebrato in ogni angolo del pianeta a personaggio in disgrazia. La parabola di un mito al tramonto è ad un passo dal finale peggiore.

L’americano rischia addirittura il carcere. Armstrong, in un precedente processo nel quale è stato chiamato a deporre, ha giurato il falso. Quando ha sostenuto che mai, nella sua luminosa carriera, aveva fatto uso di sostanze proibite. Nel dossier di mille pagine raccolto dall’Usada e inviato all’Uci, ci sono invece tante di quelle confessioni, circostanziate e precise, con prove e riscontri schiaccianti, che hanno evidenziato chiaramente come, il re del Tour, abbia mentito spudoratamente. Non solo agli americani, ma a tutto il mondo che lo aveva eletto paladino della lotta al cancro e personaggio sportivo simbolo.

Menzogne che potrebbero portare a un’incriminazione, con relativo processo. Ci sono precedenti negli Usa, come quello di Marion Jones, arrestata per aver giurato il falso.

Stanno evitando Armstrong anche quelle stelle di Hollywood che, ogni anno, partecipavano alla festa in onore della società che raccoglie fondi per la ricerca sul cancro, fondata dall’ex corridore. Dopo che gli sono stati cancellati i 7 Tour vinti, con una società assicuratrice che gli ha fatto causa per 7,5 milioni di dollari. E anche gli sponsor l’hanno abbandonato.

L’ultima a confermare quanto testimoniato dai compagni di squadra è stata l’ex massaggiatrice della Us Postal che, in un’intervista pubblicata sulla prima pagina del Times, ha raccontato di situazioni, episodi, personaggi, date così dettagliate che non lasciano scampo ad Armstrong. Emma O’Relly, questo il nome della donna, ha ammesso di aver fatto anche da corriere della droga dal Belgio verso le località di ritiro della squadra, nell’ano 2003. Di aver lei stesso iniettato sostanze dopanti a tutta la squadra e di aver coperto i buchi degli aghi con una passata di prodotti cosmetici sulle braccia dei corridori.

La signorina O’Relly ha detto di aver sentito spesso Lance e i suoi amici preparare strategie difensive qualora qualcuno fosse risultato positivo ai controlli. Inoltre, nelle camere negli alberghi, toglievano i quadri dalle pareti usando i chiodi per appendervi i flaconi di sangue. Particolari agghiaccianti che hanno confermato come l’uso di Epo fosse così diffuso da apparire del tutto normale. La massaggiatrice ha parlato apertamente di utilizzo esasperato del doping nella Us Postal, un team molto avanti anche nella capacità di non farsi mai scoprire ai test.

L’America è choccata e, dopo aver ammirato e applaudito per anni il campione imbattibile al Tour, prova un forte imbarazzo nel commentare le vicende che l’hanno fatto sprofondare nella vergogna più totale.

L’ultimo a essere travolto dallo scandalo della Us Postal è stato Matt White che, dopo aver ammesso l’uso di Epo, si è dimesso da ds della Greenedge.

E il campione bugiardo adesso teme davvero il carcere. Lance Armstrong ha davanti a sé un’altra salita: ma stavolta sembra troppo più grande di lui per poterla scalare.  

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