Elezioni 2013, un cinico disegno da battere. I partiti vogliono usare ancora Monti, con la troika italica alle spalle, per restare al potere. Grillo può dare la spallata ma ora deve pensare a un’alleanza M5S con Idv e FdS

Mario Monti

Le elezioni borghesi sono truccate nei numeri, nelle regole e nell’impostazione. Privi di contenuti programmatici vincolanti per gli eletti, puntano a consolidare leader virtuali affini, ipergettonati. E tuttavia, tutti i soggetti credibili che si oppongono a Monti e alla troika PDL/PD/UDC possono batterlo, alleandosi sulla base di un programma elettorale, comune e vincolante: ciascuno mantenendo la sua identità ideale e politica.

I soggetti che si oppongono a Monti ed alla troika italica che lo sostiene – PDL/PD/UDC- hanno identità ideali e politiche diverse e rispettabili. Tuttavia questa diversità non deve fare , a mio avviso, il gioco di Monti e di chi lo sostiene, impedendo un’alleanza elettorale programmatica , per motivi “ideologici”.

Le elezioni borghesi sono truccate nei numeri, nelle regole e nella impostazione. Privi di contenuti programmatici vincolanti per gli eletti e per i partiti in lizza, puntano a consolidare 3-4 leader virtuali affini, in modo che la politica devastante del capitalismo finanziario possa “legittimarsi”, anche per il futuro.

E’ questo, a mio avviso, il cinico disegno da battere, anche con le elezioni, nonostante i trucchi inventati.

I sondaggi ufficiali, non certo fonti di opposizione, danno il movimento 5 stelle di Grillo al 18%, valutandolo come possibile 2^ partito italiano (dopo il PD). Una alleanza programmatica elettorale di alternativa a Monti e alla troika PDL/PD/UDC, composta da una coalizione di almeno da tre partiti onesti e diversi : M5S, IDV e FdS, avrebbe grosse possibilità di vincere le elezioni e guadagnare il premio di maggioranza.

Le differenti identità ideali e politiche di questi tre partiti di opposizione sarebbero garantite, con l’enun- ciazione dei rispettivi programmi di breve e medio periodo, con le diverse candidature, con la politica attuata da ciascuno dopo le elezioni, ma all’interno del mandato comune di coalizione (vincolante).

I seggi conquistati dalla coalizione di alternativa a Monti – a livello nazionale , regionale e comunale- sarebbero ripartiti in rapporto alle preferenze espresse dagli elettori : ad es. 70% ad M5S, 25% a IDV, 5% a FdS. Il programma elettorale comune , di compromesso, sarebbe comunque vincolante per i tre partiti della coalizione e per i rispettivi eletti.

In questo modo gli elettori italiani avrebbero una rappresentanza di governo- e nel caso peggiore, di opposizione – più forte e rappresentativa, ben diversa da quella espressa da PDL, PD o UDC. La possibilità di modificare, più o meno radicalmente , la politica e la corruzione dominante, sarebbe concreta e praticabile.

I dirigenti, i militanti, gli iscritti, gli elettori di ciascuno dei tre partiti coalizzati, manterrebbero le loro adesioni e loro preferenze di partito, garantendo così l’identità ideale e politica di ciascuna sigla.

Sono convinto che in simile quadro elettorale, l’astensionismo di opposizione a Monti si ridurrebbe : infatti sono molti coloro che , comprensibilmente, sono critici o rassegnati di fronte alla truffa elettorale borghese. Anche sindacati, associazioni e movimenti sarebbero costretti a fare una scelta netta e trasparente nelle loro indicazioni di voto.Opteranno per partiti “montiani”di sigla diversa o per la coalizione di vera opposizione?

Una divisione netta ed esplicita di due fronti avversi ed inconciliabili , oggi coperta da ambiguità, slogan fuorvianti, false promesse elettorali, ipocrisie, voti strumentali, corruzione clientelare e mafiosa, etc.

In questo modo la truffa elettorale borghese si rivelerebbe un “boomerang” perdente per coloro che l’hanno ideata e controllata per almeno 20-30 anni ; produrrebbe una svolta significativa nel rapporto sovranità popolare/rappresentanza elettorale. Le elezioni borghesi servirebbero a qualcosa di nuovo e di diverso: non sarebbero solo “totonomine mediatiche”, a beneficio di mentitori, servitori, corrotti e affaristi.

Alcuni veri oppositori di Monti- come Marco Rizzo del CSP-PC- sostengono che “chiunque venga eletto, deve rimanere entro il recinto del capitalismo finanziario FMI/BCE/UE, fatto di trattati capestro, di fiscal compact, di pareggio di bilancio in Costituzione.. “ e di altre nefandezze che conosciamo.

E’ vero, ma fino a qual punto? Non si possono cambiare in nulla questi vincoli nefasti? E’ la stessa cosa, in termini politici ed economici, se vince, ad esempio, il PD della Nato, di Monti e di Napolitano, oppure una coalizione di vera opposizione antagonista ed onesta, più o meno radicale?

L’effetto sulla società, sui movimenti, sulle persone oneste sarebbe lo stesso ? Oggi- e domani con la vittoria di PD o PDL- siamo – e saremo – senza opposizione politica e sociale. Gli stessi sindacati confederali legati ai partiti maggiori e peggiori non si “addomesticherebbero” ancora di più, se vincesse il PD?

Penso che le risposte a queste domande siano ovvie per qualsiasi persona razionale e in buona fede.

Purtroppo, è il leaderismo irrazionale che impedisce alleanze ed unità, più che mai urgenti e necessarie.

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