Cortei in almeno 90 città. A Roma blitz nella sede Ue, A Torino carote contro il Miur. Slogan e striscioni contro i tagli all’istruzione. A Genova presidio al Salone Nautico

la protesta degli studenti

La scuola in piazza per lo sciopero indetto oggi da studenti e insegnanti e promosso dalla Cgil contro i tagli del governo. Mobilitazioni in circa 70 città in tutta Italia, per “denunciare la condizioni disastrose e inaccettabili dell’istruzione pubblica”. All’alba di oggi il blitz degli studenti di fronte alla sede romana del Parlamento europeo dove hanno srotolato uno striscione con scritto “una scuola di qualità ce la chiede l’Europa”.Un fitto lancio di carote, invece, c’è stato davanti alla sede del ministero dell’Istruzione e della ricerca di Torino.

È stata questa la risposta degli studenti torinesi all’affermazione del ministro Francesco Profumo, secondo cui ci vorrebbe il bastone e la carota. Gli studenti in corteo, circa 5mila secondo gli organizzatori, hanno replicato spiegando che finora hanno visto solo il bastone e che le carote se le sono portate loro da casa.

Anche in Toscana i lavoratori della scuola sono scesi in piazza: a Firenze circa 2 mila persone, provenienti da tutta la regione, che hanno aderito al corteo, partito da piazza San Firenze per arrivare in piazza Duomo. A Genova gli studenti hanno presidiato l’ingresso del Salone nautico con circa 20mila manifestanti.

E nella capitale, intanto, dopo un confronto con i funzionari della polizia, una parte del corteo è stata autorizzata a passare attraverso il cordone degli agenti per raggiungere il Miur, a viale Trastevere. “Stamattina abbiamo dato la sveglia a questo governo ed eravamo sotto alla sede romana del Parlamento Europeo per chiedere che la nostra scuola entri veramente in Europa”, ha spiegato Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi, in merito al blitz davanti al parlamento Ue.

E ha sottolineato: “Le nostre scuole cascano a pezzi, viviamo in una condizione di assenza di una legge nazionale sul diritto allo studio che permetta realmente a tutte e tutti di poter andare a scuola, il nostro sistema didattico è preistorico, nessun tipo di innovazione è arrivata negli ultimi venti anni nelle nostre scuole, non esiste un sistema di servizi per gli studenti, i nostri programmi scolastici sono fermi da sessanta anni, la rappresentanza studentesca continua a subire attacchi”. E “non siamo più disposti a sopportare questa situazione”.

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