Silvano Agosti, Wim Winders e i più celebrati registi “visionari” raccontano in docusciencefiction la vera storia e l’evoluzione del cinema. Il sogno realizzato dall’uomo: riprodurre la nostra vita in una pellicola

Silvano Agosti

“Se Hollywood o l’industria del cinema fosse diretta da un pinguino, tutti i film tratterebbero di pinguini, foche e pesci. Se fosse diretta da un cardinale si parlerebbe di Santa Maria Goretti e San Francesco o religione in generale. Ma allora, visto che i film di Hollywood nella stragrande maggioranza parlano di stupri, violenze, assassini, colpi alle banche, significa che Hollywood è diretta da assassini e gangster…”.

E’ la geniale provocazione di Silvano Agosti nel promo del docusciencefiction “Invasione dagli occhi” (in lavorazione), di Daniele N. Consoli, con la partecipazione straordinaria proprio di Agosti e Wim Wenders, ma anche di Franco Battiato, Marco Bellocchio, Gregorio Napoli, Peter Brook.

Ci siamo mai chiesti perchè andiamo oggi al cinema, cosa sia il cinema e cosa andiamo realmente a vedere, quale sia il senso delle storie e delle immagini?

Questo film, “Invasione dagli occhi”, sembra proprio il paradigma perfetto, suggestivo e geniale, che coniuga domande e risposte sul cinema. Sogno e realtà, specchio e riflesso mutevole che attraverso varie epoche e molteplici interpreti è diventato lo strumento nel quale  l’uomo ha raccontato le mille visioni ed esperienze della vita.

Il docusciencefiction è idealmente ambientato nell’anno 10145 e l’idea principale è quella di riportare alla luce, da un frammento di pellicola cinematografica, il regista che l’ha prodotta.

“Da 8 mila anni – racconta Wim Wenders – gli uomini di un piccolo pianeta del sistema solare chiamato “Terra” hanno inventato una tecnica per riprodurre la vita, imitarla e conservarla. All’inizio era molto rudimentale e si chiamava fotografia, e fu poi perfezionata quando gli uomini la chiamarono “cinema”. Così, con le immagini che rubavano dalla vita con il cinema, gli uomini hanno raccontato storie, e dal passato talvolta, proiettandosi nel futuro, hanno immaginato come la vita sarebbe stata. Ma mai avrebbero potuto immaginare come oggi nell’anno 10.000 essa sia davvero”.

“Dopo il 1927 – afferma Silvano Agosti -, l’industria del cinema ha capito che si poteva fare business con il cinema e gli Stati Autoritari hanno scoperto che poteva essere un forte strumento di propaganda. Oggi l’industria ha bisogno delle ricette che servono affinchè un film faccia cassetta…”.

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