Privato intima al Comune pagamento di 5 milioni 358 mila euro entro un mese. Una disputa legale in atto da quasi 30 anni sugli espropri dei terreni per la piscina. Stavolta Taormina vede da vicino l’ombra del dissesto

la piscina comunale di Taormina

L”ennesimo contenzioso si abbatte sul Comune di Taormina come una “bomba ad orologeria” e stavolta gli effetti potrebbero essere pesantissimi.

Un privato, a seguito di una lunghissima disputa legale in atto dal 1983 con il Comune, per l’occupazione e trasformazione di un suo terreno nell’ambito dei lavori che portarono alla realizzazione dell’impianto natatorio di contrada Bongiovanni, ha intimato a Palazzo dei Giurati la richiesta di pagamento del complessivo importo di 5 milioni 358 mila euro. Da questo momento c’è solo un mese di tempo per trovare quei soldi.

L’atto stragiudiziale che, di fatto, può portare il Comune al dissesto finanziario arriva dal Tar di Catania, per l’esattezza si tratta di un “ricorso per ottemperanza al giudicato civile”, scaturente dalle sentenze (di primo e secondo grado) che hanno dato ragione al privato su un vecchio iter di esproprio fatto dal Comune. La questione è arrivata in Cassazione, dove risulta tuttora pendente.

La richiesta è di pagamento sulle sentenze passate in giudicato: “l’invito e diffida” è a provvedere al versamento delle somme “entro e non oltre 30 giorni”. Un’autentica spada di Damocle pende sulla testa del Comune per “l’avvenuta occupazione illegittima” di un terreno”, destinato a suo tempo dall’ente locale alla costruzione della piscina coperta.

E’ una sequenza infinita di cause, sentenze e ricorsi quelle che hanno portato nell’arco di tre decenni un ingegnere a formulare una ingente richiesta risarcitoria, sulla quale incide ovviamente la rideterminazione dell’entità del danno alla luce del tempo trascorso.

Palazzo dei Giurati proverà ad opporsi sostenendo che alcuni acconti sono stati già pagati in passato e che l’importo complessivo va riformulato. La vicenda, in ogni caso, aggrava in termini esponenziali la situazione di un Comune che è in condizioni finanziarie drammatiche.

Impregilo è pronta a prelevare 4,3 milioni di euro per il lodo sui parcheggi e restano aperti altri fronti per una contesa da 40 milioni di euro, c’è poi il debito da 4 milioni di euro che il Comune ha nei confronti Messinambiente per il servizio di raccolta rifiuti. Ed ancora: “Villa Regina” prevale sin qui nel contenzioso da oltre un milione sulla casa di riposo e ha pignorato nei giorni scorsi 5 immobili comunali siti a Catania per un valore di 595 mila euro.

Numeri da brividi, che si commentano da soli e rischiano seriamente di complicare la conclusione della legislatura ma soprattutto spingere la città di Taormina nell’incubo del dissesto finanziario. Lo scenario più volte paventato e che sinora si è riusciti a scongiurare a fatica, si riaffaccia all’orizzonte, oggi minaccioso più che mai.

Intanto, quando siamo a metà ottobre il Comune non ha ancora approvato il bilancio di previsione e non riesce a far quadrare i conti neppure nell’esercizio corrente, privo di liquidità di cassa.

A quanto pare la Giunta ha deciso di adottare un piano di alienazione di alcuni beni per provare a fare cassa. Sull’argomento della vendita di immobili si dovrà pronunciare, per il via libera o lo stop a questa tipologia di procedura, il Consiglio comunale.

Le premesse economiche e gestionali sono assai poco confortanti non soltanto per chi amministra ora ma per chi si proporrà alle elezioni comunali nel 2013.

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