Il Ministro Balduzzi annuncia tagli per 600 milioni ma si affretta a rassicurare: “non intaccheremo i servizi”

Renato Balduzzi

«Dove ci sono più sprechi è anche più bassa la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Quindi lavoreremo per vedere come poter risparmiare e come migliorare l’offerta del servizio sanitario».

Il ministro della Salute Renato Balduzzi, dopo la lunga maratona del Consiglio dei ministri, ha portato a casa un buon risultato: meno tagli alla sanità. Così sostiene lui, e certamente è interessante – si fa per dire – leggere le dichiarazioni che ha rilasciato per motivare l’ennesima sforbiciata. Ecco un’intervista a Balduzzi, riportata da “La Nazione” di Firenze.

Ministro, i cittadini-pazienti devono aspettarsi risparmi pesanti nelle corsie degli ospedali e negli ambulatori?
«No, i tagli non toccheranno le prestazioni sanitarie. Quindi l’assistenza ai malati. Ci impegneremo per risparmiare sulle modalità di acquisto e sugli sprechi».

Sulla cifra da tagliare c’è stato scontro a palazzo Chigi?
«Nessuno scontro. Direi piuttosto un confronto serrato come sempre. Il presidente Monti è riuscito ad armonizzare anche le posizioni più lontane. D’altronde, non è pensabile avere tutti la stessa idea. Il confronto alla fine ci ha portato a decidere collegialmente».

La previsione iniziale della legge di stabilità aveva stabilito una sforbiciata da 1,5 miliardi. Quanto è riuscito a scendere?
«Per la sanità, nel 2013, il taglio sarà di 600 milioni di euro».

Dopo la decisione nessuna rottura con il resto del governo?
«Il Consiglio dei ministri ha affrontato seriamente la questione sanità. Abbiamo fatto una valutazione approfondita e attenta».

Quali argomentazioni ha portato al tavolo del Consiglio dei ministri per riuscire a modificare l’entità del taglio?
«Le spese per il comparto sanità sono cresciute in modo esponenziale dal 2001 al 2009. Anno in cui si è iniziato a stringere sui conti. Dal 2011 la situazione è in equilibrio. Ho anche ricordato che abbiamo uno dei migliori servizi sanitari d’Europa e del mondo. E’ stato riconosciuto universalmente. Ho dimostrato che ci sono ampi margini di miglioramento».

Miglioramento dei conti, ma in che modo?
«Opereremo sulle spese sostenute dalle aziende per acquistare beni e servizi. Spese che variano in modo ingiustificato da regione a regione».

Si riferisce al prezzo pagato per il lavaggio delle lenzuola come quello per i cateteri?
«Esatto. E’ inaccettabile la differenza dei costi per uno stesso acquisto».

Andrete a fare ulteriori controlli nelle regioni impegnate nei piani di risanamento?
«Lo faremo. Ma nessuna manovra, lo ripeto, andrà ad intaccare l’assistenza ai cittadini. I piani di risanamento, ovviamente, andranno avanti come previsto».

Lei si sente di poter tranquillizzare anche i sindacati e le regioni che temono un contraccolpo pesante?
«Per ora questo è il sacrificio che siamo stati chiamati a fare. Ho ridimensionato il colpo ma si dovrà lavorare per gestire al meglio quello che abbiamo».

Vuol dire che è stata la sanità a scardinare le previsioni per la legge di stabilità?
«Il governo ha fatto uno sforzo importante per calarsi all’interno del servizio sanitario nazionale. Sono stati individuati gli strumenti e le situazioni per intervenire. Nell’insieme credo che la legge di stabilità possa essere una manovra sostenibile».

A chi si riferisce quando dice che si dovrà gestire al meglio ciò che abbiamo?
«Ai gestori. Dal ministero, alle regioni fino ai dirigenti delle Asl. Lo sforzo deve essere di tutti».

Pensa agli sprechi che continuano ad emergere dai bilanci sanitari?
«Ho spiegato anche al Consiglio dei ministri che si può agire. E, ovviamente, mi riferivo anche a questo. Dal momento che incidere sugli sprechi, nella maggior parte dei casi, vuol dire anche innalzare la qualità di quello che offriamo al cittadino».

Se la sente di rassicurare il paziente in lista d’attesa per un esame o un intervento che la situazione per lui non peggiorerà?
«Sì, me la sento».

© Riproduzione Riservata

Commenti