La commissione Ue lo bacchetta: “è un protezionista”.
L’Ad Fiat al centro delle polemiche per aver chiesto lo stop a negoziati libero scambio. E litiga pure con Renzi

Sergio Marchionne

Sergio Marchionne, l’illuminato supermanager di Fiat, sempre al centro delle polemiche. Dopo le scintille con la Volkswagen e all’indomani del lungo botta e risposta con il sindaco di Firenze Matteo Renzi, stavolta l’Ad del Lingotto si ritrova bacchettato dalla Ue che lo accusa di “parlare da protezionista”.

Così da Bruxelles la commissione europea risponde polemicamente all’amministratore delegato della casa automobilistica torinese e presidente dell’Acea (la confederazione dei costruttori d’auto europei), riguardo alla sua richiesta di fermare i negoziati di libero scambio in corso con i paesi produttori d’auto extraeuropei, come Giappone e India. “Questo signore (“This gentleman”, ndr) si riferisce a un punto di vista protezionista, favorevole alla chiusura del mercato”, ha detto John Clancy, portavoce del commissario al Commercio Karel De Gucht.

Ieri Marchionne aveva affermato che l’Ue dovrebbe smettere di negoziare accordi di libero scambio come quello già firmato con la Corea, e come quelli in agenda con Giappone e India fino a quando l’industria europea dell’auto non si sarà ristrutturata, risolvendo il suo problema di cronica sovraccapacità.”Gli accordi di libero scambio sono buoni per l’Europa e per la sua strategia di crescita di lungo termine, sono cruciali per l’occupazione e per il futuro dell’Ue”, ha detto Clancy, sottolineando inoltre che questi accordi sono stipulati “su base reciproca, non sono una strada a senso unico, ma a doppio senso”.

E sempre ieri è stata una giornata scandita dall’acceso scontro col primo cittadino di Firenze. Tutto è nato dalla secca risposta di Marchionne alle critiche di Renzi, che si era detto deluso dal progetto Fabbrica Italia e dalla retromarcia dell’Ad Fiat. Il “rottamatore” viene quindi accusato di essere “una brutta copia di Obama” e di guidare una città che “è piccola e povera”. Frasi che fanno male alla Fiat, ha commentato anche oggi Renzi: “Quella è una frase fortemente sbagliata, che non ha senso e che fa male alla Fiat. Se io fossi oggi un azionista della Fiat, sarei arrabbiato con Marchionne”.

Querelle che non sono certo nuove all’ad del Lingotto, che proprio in questi mesi ha spesso puntato il dito contro i produttori tedeschi della Volkswagen che si oppongono alla chiusura delle fabbriche in Europa.

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