Napoletano doc e maestro del fumetto, Troiano spiega la vera “simbiosi” tra creatività, mente, matita e gomma

Enzo Troiano

Si chiama Enzo Troiano, napoletano doc con un talento unico per il fumetto. Lo abbiamo incontrato a Etnacomics, la fiera internazionale dei fumetti, a Catania.

I suoi lavori sono autentici, con uno stile elegante e raffinato che lo contraddistingue anche nelle linee morbide dei personaggi. Un’arte che si manifesta concretamente nelle tavole colorate che imprimono su carta lo stato d’animo di Enzo e l’epoca in cui viviamo.

Davanti ad un caffè, chiacchierando con il tipico accento partenopeo, ha risposto alle nostre domande.

Da dove nasce la passione per il fumetto?
La passione è nata probabilmente all’età di sei anni quando, per la prima volta, vidi in televisione la trasmissione: “GULP” fumetti in TV. Da allora, con un’ interruzione che è andata dai 14 ai 21 anni, ho sempre cercato di disegnare fumetti.

A chi ti ispiri nel creare i personaggi e le storie?
Mi ispiro a tanti maestri del passato come: Serpieri, Liberatore, Frazetta, Manara, Sicomoro, H.Pratt, Mijazaky, T.Hara; ma anche a tanti giovani come: Castellini, Frezzato, G. DeVita e tanti altri. Negli ultimi anni, la mia principale fonte d’ispirazione sono i cartoni animati giapponesi come “CowBoy Bebop” e “Planetes”, e i capolavori di Satoshi Kon, di Mijazaki ed Otomo.

A quale dei personaggi dei fumetti sei più affezionato?
Ken il Guerriero, senza ombra di dubbio, seguito da Nick Carter, Asterix, Charlie Brown, il mitico Lupin III e Spiderman.

Che tecnica usi nel creare le vignette?
Nessuna tecnica particolare. Uso quello che tutti fumettisti usano in fase di creazione: mente, matita e gomma.

Hai girato diverse fiere, qual è quella che ricordi di più? E perché?
Senza dubbio la fiera di Treviso, sia per l’affetto dei suoi organizzatori, perché sono stati i primi a darmi premi e riconoscimenti, sia perché sono quelli più in linea con il mio modo di vedere il fumetto, cioè come fenomeno culturale. Si respira un’aria differente da tutte le altre mostre italiane. Mi ricorda la mitica e vecchia Prato e in generale, c’è un’atmosfera unica, senza invasione di cosplay, il che ricorda le vecchie e mitiche mostre di fumetti degli anni ‘70, ‘80 e ‘90. Comunque molto belle e familiari sono state le fiere “Godega” e “Tricase”. “Etna Comics” poi è stata fantastica e si avvia ad essere una delle migliori mostre di settore italiane. Non cito Lucca, perché sarebbe veramente superfluo sottolineare che in assoluto è la migliore d’Italia.

i fumetti di Troiano

Pensi che sia facile fare il fumettista in Italia?
No, per nulla. In Italia per il fumettista c’è pochissimo rispetto, viene pagato male e poco (tranne se non lavori con la Sergio Bonelli Editore) e sopratutto non ha alcun riconoscimento sindacale.

C’è un personaggio che avresti voluto creare?
No, quelli che ho creato per le varie storie mi soddisfano. Spero di crearne di altri nuovi, che mi piacciano, come quelli già creati fin’ora.

Di che cosa tratta la prossima storia? Quando uscirà? Puoi anticiparci qualcosa?
Sarà, tanto per cambiare, un fantasy fantascientifico, questa volta però senza il solito retroscena di denunzia sociale, che di solito caratterizza i miei lavori. Sarà un’avventura e basta, con un finale un po’ triste ma profondo e significativo. Una novità però c’è: invece dei miei soliti lavori colorati a mano, con tecniche miste, questa volta sarà un lavoro colorato digitalmente. Uscita prevista per Lucca 2013.

Che rapporto hai con il tuo editore?
Con i vari Editori, perché io lavoro con diversi di loro. Sempre difficile purtroppo quando sono italiani. Più sereno e professionale, quando lavoro con Editori stranieri.

Quale, dele storie che hai creato è quella che più di ogni altra ti appartiene?
Forse “Korea 2145” insieme alla saga degli anni 90 “Engaso 0.220”.

E qual è il personaggio a cui sei più affezionato e perché?
Credo Helrod, del fumetto “Lufer”. Forse perché mi somiglia più degli altri. Forse perché il più antieroe di tutti, il più pacato e riflessivo. Ma in genere sono affezionato a tutti i personaggi che creo, anche ai cosiddetti comprimari.

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