Il Governo apre “la caccia” a 10-12 miliardi per non aumentare l’Iva e assicura che stavolta lo farà senza ricorrere a una nuova manovra: possiamo crederci?

Mario Monti

Al governo servono 10-12 miliardi per non aumentare l’Iva e assicura che lo farà senza ricorrere ad una nuova manovra ma insistendo sulla spending Review e con i futuri proventi della Tobin-Tax.

E’ quanto sarebbe emerso dall’incontro del governo con le autonomie locali sul ddl stabilità, secondo quanto riferiscono fonti degli enti locali. All’incontro hanno partecipato, da parte del governo, il ministro dell’Economia Vittorio Grilli ed il premier Mario Monti. Il presidente del Consiglio avrebbe inoltre affermato che al Consiglio dei Ministri di oggi sarebbe stata avviata la discussione sul ddl costituzionale di riforma del titolo V della Carta sull’autonomia degli enti locali.

Gli obiettivi del governo, avrebbe spiegato Grilli, sono in primo luogo di evitare un appesantimento tributario (bloccando l’aumento Iva previsto per l’anno prossimo), poi di incentivare la produttività (mettendo circa un miliardo sul tavolo con le parti), in terzo luogo di “accelerare con credibilità il processo di riduzione del debito pubblico attraverso la vendita del patrimonio immobiliare, in quarto luogo di “individuare le voci di spesa indifferibili, e infine di consentire il recepimento della Direttiva comunitaria sui tempi di pagamento da parte della Pubblica Amministrazione verso le imprese”.

Gli strumenti per conseguire questi obiettivi sono quattro: proseguire la spending review in tutti i settori; un intervento sul settore finanziario con tutte le cautele necessarie (e in questo caso il riferimento è alla Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie su cui oggi è partita la cooperazione rafforzata tra 11 Paesi Ue); la “revisione per equità” delle deduzioni e delle detrazione; infine l’applicazione di alcune non meglio specificate leggi comunitarie.

Ma “non ci sarà una nuova manovra”, avrebbe assicurato il ministro ribadendo che non è allo studio alcuna manovra correttiva. Tra gli obiettivi della legge di stabilità c’è anche quello di creare un fondo ad hoc per gli esodati.

Per quanto riguarda invece la riforma del titolo V della Costituzione, Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, ha commentato condividendo l’iniziativa annunciata dal premier Monti, tuttavia ha auspiscato che si arrivi ad “un intervento organico non parziale, a pezzi, perchè non risolverebbe il problema”.

Certamente a sentire che il Governo è “a caccia” di altri 10 miliardi di euro per i conti dello Stato, vengono i brividi a parecchi italiani. Non è facile credere alla rassicurazione che Monti non metterà ancora le mani nel nostro portafogli.

Ed il tutto, mentre, ovviamente, a parte qualche piccola sforbiciata di facciata, anche il professore se ne guarda bene dal toccare gli stipendi dei parlamentari, che portano a casa 20 o 30 mila euro al mese e che, invece, potrebbero “accontentarsi” di 2 o 3 mila euro, specie in tempi di crisi.

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