Il centrocampista che in estate aveva rifiutato la mega-offerta City potrebbe lasciare Roma alla riapertura del mercato. Zeman l’ha messo in panchina e non c’è feeling

Daniele De Rossi

Chi l’avrebbe mai detto: da Capitan Futuro a Capitan Passato, in pochi mesi. Zeman ha deciso di relegare Daniele De Rossi in panchina nel match (vinto) con l’Atalanta e adesso il centrocampista giallorosso potrebbe andare via a gennaio.

La rottura è sancita ed è avvenuta, per l’esattezza, nel dopo-partita, quando il boemo ha lanciato accuse pesantissime a De Rossi e agli altri due epurati (Burdisso e Osvaldo). “Voglio gente che si alleni bene in settimana, e comunque conta il campo non i nomi. Daniele non crede nel mio gioco? E’ lui che gioca, non io”. Saette in perfetto stile Zeman.

Ma se per Burdisso e Osvaldo sono arrivate anche carezze (“caratterialmente ne vorrei altri 20 come lui”, e ancora “Osvaldo è il giocatore più talentuoso, inferiore solo a Totti”), De Rossi è stato abbandonato da tutti. Zeman e società – che appoggia in pieno il tecnico – e da gran parte dei tifosi pronti a seguire fino in fondo il credo del ‘maestro’. Nonostante la scelta estiva del ragazzo di rifiutare le sterline di Mancini e sposare per sempre i colori giallorossi.

Diverse le motivazioni alla base di questo strappo – per molti già molto profondo – a cominciare dagli eccessivi carichi di lavoro negli ormai celebri allenamenti zemaniani mal digeriti da De Rossi. Un malessere accompagnato soprattutto anche da una totale sfiducia nel progetto e nel gioco del boemo. Il centrocampista azzurro lo ha dichiarato senza problemi dopo il pesante ko di Torino, e Zeman non ha gradito. Per niente.

Tutto sommato il boemo non ha mai posto De Rossi al centro del suo progetto: in estate aveva dato tranquillamente il via libera alla cessione al City, chiedendo l’acquisto di due centrocampisti dalle caratteristiche simili a Capitan Futuro come Tachtsidis e Bradley. De Rossi è rimasto e Zeman lo ha riadattato come interno trovando però il “no psicologico” del ragazzo, che vorrebbe giocare solamente nel suo ruolo preferito: play basso davanti alla difesa.

E ora? Il rischio è quello di una guerra interna, soprattutto se la Roma dovesse trovare nuove vittorie – accompagnate finalmente da un gioco spumeggiante – con De Rossi in panchina. Tra meno di tre mesi riaprirà il mercato: ci sono almeno tre club in Europa pronti a fare di tutto per assicurarsi le prestazioni di De Rossi che – non va dimenticato – guadagna 6 milioni di euro l’anno. Non certo briciole in questo periodo di fair play finanziario. Mancini potrebbe tornare alla carica, così come Mourinho (da sempre grande estimatore del giallorosso), ma a oggi la candidatura più seria è rappresentata dal solito PSG.

De Rossi potrebbe accettare l’affascinante progetto parigino, ritrovare diversi amici, e arricchire ulteriormente il suo già faraonico contratto. Per Leonardo, non è un mistero, non ci sarebbero problemi ad accontentare le richieste del club giallorosso (assegno tra i 25 e 30 milioni) acquistando così l’ennesima figurina. Dopo el Pocho, Ibracadabra e SuperSilva, l’album parigino potrebbe essere completato con Capitan Futuro. O Passato. Dipende dai punti di vista…

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