Nuova flessione del 4,1%. Italiani ai minimi dal 2000. Cala propensione al risparmio. Pil in continua discesa

famglie italiane sempre più in difficoltà

Potere d’acquisto delle famiglie ai minimi storici: in un anno si è ridotto del 4,1%. Nel secondo trimestre del 2012, tenuto conto dell’inflazione, il potere d’acquisto delle famiglie consumatrici, ha comunicato l’Istat, si è ridotto dell’1,6% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto al secondo trimestre del 2011. Quest’ultimo è il dato peggiore almeno dal 2000, ossia da 12 anni.

Continua a calare la propensione al risparmio delle famiglie italiane toccando i minimi storici. Nel secondo trimestre del 2012, misurata al netto della stagionalità, la propensione al risparmio è stata pari all’8,1%: si tratta del dato più basso almeno dal 1999.

Il Pil italiano, ha fatto sapere inoltre l’istituto di statistica, cala per il terzo trimestre consecutivo scendendo ai livelli più bassi da fine 2009. Nel secondo trimestre del 2012, il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto al secondo trimestre del 2011 (calo più forte dall’ultimo trimestre del 2009 quando era diminuito del 3,5%). L’Istat ha dunque confermato le stime sui conti economici trimestrali diffuse il 10 settembre scorso.

Migliora, nel secondo trimestre del 2012, l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto al Pil. Il rapporto deficit/Pil è risultato, infatti, pari al 2,8% a fronte del 3,2% del corrispondente periodo del 2011. L’Istat ha rivisto il dato sul rapporto deficit/Pil relativo al primo trimestre ora pari al 7,3% dall’8% della prima stima. Nel secondo trimestre del 2012 il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari a 12.745 milioni di euro. L’incidenza sul Pil è stata del 3,3,% superiore di 1,2 punti percentuali a quella registrata nel secondo trimestre del 2011.

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