Il difensore argentino sblocca il derby dopo tre minuti, Milito spreca il raddoppio, poi il Milan prova l’assalto. Al diavolo non basta neanche l’espulsione di Nagatomo

Walter Samuel decide così il 157esimo derby di Milano

Il derby di Milano è dell’Inter. La sfida numero 157 a San Siro vede l’ennesima disfatta del Milan e il successo dell’Inter di Stramaccioni, che raggiunge al terzo posto in classifica la Lazio a quota 15 punti e mantiene invariata la distanza (4 lunghezze) dalle prime della classe, Juventus e Napoli. Il Milan ci prova, soprattutto nel secondo tempo giocato tutto in superiorità numerica, ma la scarsa qualità della rosa di Allegri rende terribilmente poco concreto il (poco) gioco prodotto dai rossoneri.

Stramaccioni conferma la difesa a 3 e lancia Coutinho dal primo minuto alle spalle della coppia Milito-Cassano. Guarin va in panchina: al suo posto Gargano. Nel Milan è confermato il 4-2-3-1 con Bojan unica punta: alle spalle dello spagnolo ci sono Emanuelson, Boateng ed El Shaarawy. L’unica novità è rappresentata da Bonera largo a destra con Mexes in mezzo: Abate va in panchina.

L’Inter sblocca subito il derby. Sono trascorsi appena tre minuti dall’inizio della partita quando, sugli sviluppi di un calcio di punizione messo dentro da Cambiasso dall’out di sinistra, Samuel sbuca sul secondo palo sfruttando la dormita di Abbiati (uscita inguardabile) e De Sciglio (marcatura leggerina) e portando avanti i nerazzurri. Il Milan è in bambola, Milito avrebbe anche il colpo del ko ma l’argentino è stranamente poco cattivo sul “regalo” di Abbiati che lo mette nella condizione di concludere per due volte da pochi passi.

Ad accusare il colpo del mancato ko è questa volta l’Inter: il Milan si rianima e prova a farsi vedere dalle parti di Handanovic con Montolivo ed El Shaarawy, ma è sui piedi di Boateng che capita la palla del possibile pareggio sugli sviluppi di un bel cross dalla destra di Bonera: la conclusione al volo del ghanese termina però a lato. Ancora Milan nel finale di primo tempo. Montolivo trova anche la via della rete, ma la sua conclusione vincente arriva a gioco fermo dopo che Valeri aveva fischiato un fallo (dubbio) di Emanuelson ai danni di Handanovic. L’ultima occasione della prima frazione di gioco capita sui piedi di Bojan, ma il suo destro da dentro l’area è chiuso in angolo da Handanovic.

Stramaccioni richiama Coutinho per fare posto alla forza fisica di Guarin, ma tre minuti dopo l’inizio della ripresa il tecnico nerazzurro è costretto a rivedere i suoi piani per via dell’espulsione rimediata da Nagatomo (secondo giallo per un fallo di mano). Dentro allora Alvaro Pereira al posto di Cassano (fischiatissimo dal suo ex pubblico) con Zanetti che si abbassa ulteriormente largo a destra. Allegri getta nella mischia Pazzini e Robinho, al posto di El Shaarawy e De Sciglio, ma i rossoneri non danno mai la sensazione di poter trovare il pareggio. Il più pericoloso è Montolivo, che prova il destro da fuori in più di un’occasione, ma Handanovic risponde presente ogni volta che viene chiamato in causa. Su un contropiede è addirittura l’Inter a sfiorare il raddoppio: Palacio (dentro al posto di uno stanchissimo Milito) ha sul destro la palla del 2-0 su splendido suggerimento di Zanetti, ma la conclusione dell’argentino, evidentemente ancora freddo, è debole. Nel finale grandi proteste del Milan per via di un braccio un po’ troppo largo di Samuel su Robinho innescato da una magia di Pazzini: per Valeri, però, non è rigore.

Non è stato un gran derby, davvero poca qualità a San Siro in un derby che negli ultimi anni ha visto passare nella Scala del calcio gente come Ibrahimovic ed Eto’o, Thiago Silva e Maicon.

L’Inter ha meritato: ha tradotto in oro il gol di Samuel dopo pochi minuti e ha tenuto benissimo nel secondo tempo dopo l’espulsione di Nagatomo. Al Milan manca qualità, ma serve a poco appellarsi all’arbitro, che sicuramente non è stato perfetto.

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