Berlusconi pronto anche a non candidarsi, lancia un messaggio a Casini: “hai il dovere di unire i moderati, alternativa alla sinistra”. Ma lui: “Sì alle sfide, no agli inganni del Cavaliere. Dovrei fidarmi della proposta?

Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini

«Noi abbiamo il compito di ricostruire il centrodestra italiano. Se avremo la forza di ricostruirlo, la sinistra non andrà al governo. Per unire il centrodestra Silvio Berlusconi è disponibile a non candidarsi . Occorre un gesto di visione e di generosità degli altri protagonisti storici del centrodestra per non consegnare il Paese alla sinistra».

Lo ha detto il segretario del Pdl Angelino Alfano prima di partecipare alla presentazione del nuovo libro di Ferdinando Adornato dell’Udc in piazza di Pietra al Tempio di Adriano. Presenti Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini. Ma Daniela Santanchè lo gela: «Non è lui a decidere».

Santanchè contro Alfano. «Non mi risulta che Alfano possa decidere se il presidente Berlusconi si candiderà o no. Berlusconi ha sempre detto pubblicamente che il suo obiettivo è allargare il centrodestra, lui farà quello che servirà per non consegnare il Paese a Vendola e Bersani», ha detto l’esponente del Pdl commentando le dichiarazioni del segretario.

Alfano a Casini: “hai il dovere di unire i moderati”. Nel suo discorso Alfano ha rivolto un appello al leader dell’Udc Casini: «Se Berlusconi non si ricandida, tu Casini sei chiamato a fare una scelta: hai il dovere di unire l’area dei moderati alternativa alla sinistra», ha detto il segretario. Alle prossime elezioni, ha aggiunto, devono confrontarsi un’area moderata e quella della sinistra. «Bisogna riconoscere che in Italia dal 1948 in poi – ha detto Alfano – c’è sempre stato un bipolarismo sostanziale tra l’area della sinistra e un’area moderata alternativa alla sinistra. C’è stata anche nella Seconda Repubblica, anche se è stato un bipolarismo espresso in modo violento che è stato gestito in modo violento sotto il bombardamento della magistratura». «Il destino dell’Italia sarà migliore, come avviene negli altri Paesi – ha concluso – se continueranno a confrontarsi davanti agli elettori queste due aree. Noi faremo ogni sforzo per riunire un’area moderata. Altrimenti vincerà la sinistra e avremo uno stato più pesante e più tasse».

La replica di Casini. «Mi auguro che i fatti dimostrino che quel che ha detto Alfano sia vero» ma «gli italiani sono abituati alle giravolte di Berlusconi. Accettare le sfide è doveroso ma non cedere agli inganni lo è altrettanto», risponde a stretto giro Pierferdinando Casini. «Alle sfide nella mia vita politica non mi sono mai sottratto, agli inganni ho cercato di sottrarmi. Poiché nel Pdl si è passati da Alfano alle primarie, e poi a Berlusconi e a Berlusconi che si ritira rispondo: vediamo dove si arresta la palla. Io penso che in politica i problemi dei nomi siano secondi rispetto ai contenuti. Qui c’è un problema di sostanza non di persone», spiega ancora Casini invitando il Pdl ad «un processo di autocritica degli ultimi 20 anni». «Oggi qualsiasi processo di aggregazione dei moderati deve partire da un atto di umiltà serve una riflessione autocritica sul perché una esperienza politica è finita e centro parlamentari della maggioranza sono andati via», sottolinea il leader dell’Udc rimarcando come «nel Pdl siano presenti allo stesso tempo le disamine della Santanchè e di Frattini che sono opposte tra loro sul fallimento del partito».

Alemanno: buona notizia. L’annuncio di Alfano circa l’intenzione di Berlusconi di non ricandidarsi è una buona notizia? «Sì, beh direi una notizia importante», commenta il sindaco Gianni Alemanno intervistato a La Zanzara su Radio 24. «È una buona notizia che riapre i giochi nel centrodestra», aggiunge. «Che permette di guardare al futuro e superare tante vicissitudini».

Monti bis. Alfano è tornato anche a parlare di Monti bis, un’ipotesi per cui è necessario che l’attuale premier «si candidi». «Immaginate che Romney ed Obama si stimino e poi il presidente degli Stati Uniti sia il preside di Harvard», ha detto. La nostra stima nei confronti di Monti sta nel fatto che lo sosteniamo ma vorremmo che un Monti bis si determinasse in funzione delle dinamiche democratiche». Poi una stoccata alla sinistra: «Come può fare montismo dopo Monti con Vendola che ha presentato i referendum su tutte le riforme di Monti? Il montismo è impensabile a sinistra». «Non so se l’area moderata sarà insieme. È nostro auspicio e sacrificio ma noi siamo in grado di dare un’offerta più omogenea rispetto a quella della sinistra», aggiunge Alfano. «I semi nel campo della sinistra sono destinati a germogliare con colori diversi, quelli di Vendola e di Letta», conclude.

Un concetto condiviso anche da Casini. «Noi riteniamo Monti una anomalia da risolvere o una risorsa? Questo vale oltre che per il centrodestra anche per la sinistra». Quella su Monti è «una contraddizione insormontabile che rischia di minare tutto il percorso delle primarie» del centrosinistra, dice il leader dell’Udc, evidenziando le diversità di vedute su Monti da parte di Nichi Vendola e Pierluigi Bersani. «Per noi Monti non è un incidente di percorso»,aggiunge Casini.

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