L’ex ministro dell’Economia mette in pista il suo partito. Debutto a Riccione per Lista, Lavoro e Libertà: “caos Pdl? Non me ne frega niente. Ora discorsi concreti per la gente, non ci interessa andare a occupare le poltrone”

Giulio Tremonti

“Dello scontro nel Pdl come delle primarie non ce ne frega niente. Il nostro partito ora si chiama “3L. Lista Lavoro e Liberta””. E’ il messaggio di Giulio Tremonti ed è così che l’economista lancia il suo nuovo movimento politico, presentato a Riccione.

Il ministro dell’Economia dell’ultimo governo Berlusconi si distacca dal Pdl e scende in campo in solitaria puntando sui giovani e sul lavoro, perche’ il lavoro, spiega, ”e’ un po’ tutto. E’ una delle prima parole della Costituzione e a quello dobbiamo tornare.

Dobbiamo tornare a parlare di cose concrete”. Gia’ la scelta della location simboleggia il progetto: ”La provincia in Italia – spiega intervistato da Sky Tg24 – e’ la parte piu’ viva e fondamentale, non dal centro, dall’alto, ma dalla provincia e dalle cose concrete: se si ascolta il dibattito tra Obama e Romney parlano di cose concrete, hanno la visione del paese, del futuro, cosa vogliono per l’America. Ma poi parlano della sanita’ con un livello di competenza molto, molto elevato. Se invece ascoltiamo i ‘loro’ dibattiti politici ci si accorge che si parla solo di politica, di cose concrete zero carbonella”.

In quest’ottica, Tremonti si distanzia dalla ”vecchia politica” e dal Pdl: ”A me – dice – di quello che e’ attuale non me ne frega niente e penso che ai giovani interessi molto poco. Noi abbiamo, e qui discutiamo un manifesto, sono proposte concrete, chi si allea con le proposte concrete e’ il benvenuto chi vuole continuare a parlare di primarie puo’ farlo, ma a noi delle poltrone e delle carriere ci interessa molto poco”.

L’economista snocciola poi le priorita’ da affrontare per il futuro dell’Italia: ”La prima cosa da fare e’ mettere in sicurezza il nostro debito pubblico, da un anno sotto attacco. Il nostro e’ un paese molto strano, compra debito ed esporta capitali. Ci vuole una politica diversa sul debito, per cominciare: tutti i titoli pubblici, come era fino agli ’80, esenti da ogni imposta presente e futura, per dare un’idea di fiducia e molto altro”. Tremonti commenta anche la politica attuata dal governo Monti: ”Il governo tecnico ha applicato quella che chiama ‘distruzione creatrice’, io ho visto piu’ distruzione che creazione, dovevano darci la stabilita’ finanzaria e non c’e’, doveva darci la crescita e siamo in recessione. Non e’ riuscito in quello che voleva, al crescita, e’ riuscito in quello che non voleva: l’instabilita’ finanzaria”. Conclusione: ”In un anno troppe tasse e troppa paura”.

Tremonti si svincola anche dalle accuse che gli vengono mosse sull’aver lasciato una situazione economica disastrosa: ”Il mio miglior avvocato – dice – e’ Mario Monti che ancora l’anno scorso diceva Tremonti ci ha salvato dalla Grecia”, e sull’ipotesi che l’Italia debba chiedere o meno aiuti all’Europa dice: ”Hanno fatto il diavolo a quattro per definire il percorso degli aiuti, adesso dicono che gli aiuti non servono, allora a chi serviva fare il diavolo a quattro…ho impressione chela situazione economica in Europa, non sia buona come ce la raccontano”.

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