Il prof. Ortolani replica alle previsioni di Martelli e lo sfida ad un confronto pubblico: “come si può dire che la Sicilia sarà colpita da un Big One? Ad oggi non ci sono riscontri. I siciliani voglio chiarezza sulla situazione” 

Franco Ortolani

“Basta con questa previsione apocalittica di un terremoto in Sicilia. Se qualcuno ha degli elementi o riscontri fondati per poter dire una cosa del genere allora li mostri e confrontiamoci sull’argomento in un dibattito pubblico davanti ai siciliani”.

Così interviene il prof. Franco Ortolani sulle teorie e le voci sempre più insistenti di un forte sisma che dovrebbe interessare entro i prossimi due anni la Sicilia. Il “Big One”, secondo tale previsione, supererebbe i 7.5 gradi della scala Richter e sarebbe in grado di liberare molta più energia di quella prodotta dal terremoto del 2009 a L’Aquila.

Ortolani è Ordinario di Geologia, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli: viene ritenuto tra i massimi esperti in Italia in materia di salvaguardia ambientale, analisi e metodologie di intervento per i fenomeni sismici e alluvionali.

A sostenere la tesi di un evento sismico all’orizzonte al Sud e più precisamente in un’area che sarebbe compresa tra la Calabria e la Sicilia, tra gli altri, è il prof. Alessandro Martelli, direttore del centro ricerche “Enea” di Bologna. Un fenomeno sismico viene ipotizzato anche dall’Accademia russa delle scienze, da ricercatori dell’International Centre for Theoretical Physics e l’Università di Trieste.

Non ci sta, però, il prof. Ortolani che lancia su Blogtaormina la proposta di un confronto pubblico tra gli esperti della comunità scientifica. “I siciliani vogliono capire, esigono chiarezza su questo argomento. Dobbiamo essere molto cauti prima di parlare di scenari catastrofici del genere”.

Ortolani si rivolge a Martelli: ”Se dovesse accadere qualcosa, Martelli e altri studiosi che ipotizzano questo terremoto diranno “Ve l’avevo detto”, se invece non succederà niente i cittadini ovviamente saranno felici. Ma nel frattempo in questi casi, chi annuncia i terremoti avrà avuto visibilità e magari potrebbero pure arrivare intanto dei finanziamenti per le attività di ricerca”.

“Mi chiedo perchè la Sicilia e non la Campania o piuttosto la Calabria dove storicamente si sono verificati disastrosi sismi a breve distanza (giorni e mesi) l’uno dall’altro: non un Big One ma “sismi ravvicinati”. Il dott. Martelli ha dei dati per affermare scientificamente che la massima magnitudo di questo Big One sarebbe maggiore di quella massima prevista? Che cos’è questo Big One? Può anche darsi che abbia sensori notevolmente potenti e direzionali. Un confronto tra esperti, in Sicilia, a questo punto, sarebbe risolutore”.

“Sarebbe opportuno – conclude Ortolani – discutere l’argomento con il dott. Martelli in Sicilia, per spiegare in base a quali conoscenze ha fatto in questi mesi affermazioni sul terremoto che a quanto pare colpirebbe la Sicilia o la Calabria. Se ha dei dati tra le mani, li mostri e dibattiamo quindi l’esatto stato della situazione. Altrimenti, il fatto che il territorio, e non solo la Sicilia, vedi l’Emilia, non sia in grado di sopportare un evento sismico come quelli potenti del passato, lo sanno tutti. Non è una scoperta. Sono decine di anni che lo ribadiamo!”.

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