Assemblea del Pd dà il via libera alla candidatura di Renzi per le primarie. Bersani prova a ricucire con il rottamatore: “se facciamo le cose per bene poi non ci ammazza più nessuno”. Ma l’idillio sinistro durerà?

Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani

Prove tecniche di pax in casa Pd. “Via libera al “rottamatore”. L’assemblea nazionale del Pd ha approvato con 8 voti contrari, 575 favorevoli e un astenuto la modifica dello Statuto che permetterà a Matteo Renzi di correre alle primarie.

“Se ne usciamo bene e facciamo le cose per bene a noi non ci ammazza più nessuno, credetemi, il problema è se guidiamo bene questa cosa” ha detto Pier Luigi Bersani durante l’assise, dove è stato anche approvato all’unanimità il documento che definisce le regole delle primarie. Il segretario si è rivolto così ai dirigenti del partito che temono che la competizione con Renzi possa indebolire il progetto. “Invito i perplessi a superare le remore”, ha detto.

“Ci sono onesti obiettori alla proposta di modifica del regolamento” che permetterà al sindaco di Firenze di correre alle primarie, ha spiegato Bersani, “mi viene riconosciuto che è una scelta personale, nobile, ma anche che il Pd non è solo di Bersani. Vorrei fosse chiaro se mai pensassi che la mia nobiltà potesse recar danno al Pd sono capace di rinunciare alla generosità. Ma non è questo, non pretendo di essere infallibile ma potrete riconoscere che qualche elemento in più di valutazione posso averlo, e credo che accettare il rischio per il Pd è sempre meglio che accettare la certezza di un danno per il Pd”. “I problemi – ha spiegato ancora – si possono esorcizzare quando sono piccoli, quando sono seri bisogna affrontarli in campo aperto, con un spinta, con fiducia e combattimento”.

L’assemblea ha quindi approvato all’unanimità il documento che dà mandato al segretario di definire con gli alleati le regole di organizzazione delle primarie del centrosinistra.

Su richiesta di Bersani sono stati ritirati tutti gli emendamenti che riguardavano i nodi della preregistrazione all’albo per partecipare alle primarie e la possibilità di votare indifferentemente al primo e al secondo turno.

Adesso bisognerà vedere quanto (e se…) durerà la tregua tra Bersani e Renzi, perchè oltre i convenevoli dell’idilllio sinistro di un sabato, rimane l’antagonismo vero tra i competitori molto differenti tra loro, che si preparano a giocarsi il tutto per tutto per la leadership del partito e la candidatura a Palazzo Chigi.

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