Migliaia di dipendenti protestano per le condizioni nell’impianto cinese. Bloccata la produzione iPhone

la fabbrica Foxconn

Migliaia di dipendenti di una fabbrica del gruppo taiwanese Foxconn in Cina, che produce componenti per l’iPhone 5 di Apple, sono da ieri in sciopero. Lo ha detto oggi una organizzazione che difende i diritti sociali.

Di questa vicenda riguardante le condizioni disumane in cui avviene la produzione di iPhone 5 ci siamo occupati su Blogtaormina nei giorni scorsi con un’inchiesta a cura di Daniela Caruso.

Il gigante taiwanese dell’elettronica è stato già scosso negli ultimi anni, nelle sue fabbriche cinesi, da una serie di suicidi. Il mese scorso inoltre una delle sue fabbriche era stata fermata dopo una mega-rissa in cui erano rimasti coinvolti 2.000 dipendenti.

Da ieri invece sono in sciopero i dipendenti dell’impianto di Zhengzhou, nel centro della Cina, per protestare contro la richiesta da parte della direzione – che ha innalzato i livelli di qualità dei prodotti – di lavorare anche in occasione di una festività nazionale. Secondo l’organizzazione China Labour Watch, la cui sede si trova a New York, hanno aderito allo sciopero tra i 3.000 e i 4.000 dipendenti. Non si sa quanti dipendenti effettivamente siano impiegati a Zhengzhou, e nessun dirigente dell’impianto ha rilasciato al momento dichiarazioni.

E su questo ennesimo sciopero, come spesso accade in Cina quando si parla di una protesta, c’è anche il giallo di una smentita e quindi un’altra versione dei fatti.

“Nessuno sciopero alla Foxconn di Zhengzhou”, la fabbrica cinese dove si produce l’ultimo nato di Apple, l’iPhone5. L’azienda nega la fondatezza della notizia di una “paralisi” della fabbrica, riferita dal Clw, il China Labor Watch, in un comunicato diffuso a New York.

Si trattava, ha spiegato Foxconn, soltanto di due controversie che hanno interessato un piccolo gruppo di dipendenti addetti a una linea di produzione e al controllo di qualita’, che hanno avuto luogo l’1 e 2 ottobre scorsi. Ma sono stati, sostiene il gruppo industriale, “episodi isolati” in breve risolti.

“Tutte le notizie secondo cui c’e’ stato uno sciopero dei dipendenti – scrive Foxconn – sono inesatte e non ha avuto luogo alcun fermo dello stabilimento di Zhengzhou ne’ di qualsiasi altro impianto Foxconn, mentre la produzione e’ proseguita secondo la programmazione”. Il mese scorso una maxi-rissa in una fabbrica Foxconn nella Cina settentrionale, a Taiyuan, registro’ il ferimento di 40 operai. Foxconn Technology Group fa capo alla Taiwan Hon Hai Precision Industry, principale assemblatore di componentistica Apple (ma lavora anche per Sony, Intel, Nokia e altri colossi).

Secondo il China Labor Watch, come detto, invece i dipendenti avrebbero incrociato le braccia nella fabbrica di Zhengzhou per protestare contro la richiesta di lavoro festivo avanzata dalla direzione proprio durante la cosiddetta “Golden week” cinese.

Tra 3 e 4 mila lavoratori avrebbero aderito all’agitazione. Foxconn impiega in Cina qualcosa come oltre un milione e 100 mila unità, la maggior parte concentrate nel complesso cantonese di Shenzhen. Le condizioni di lavoro nell’azienda sono state oggetto di pesanti polemiche e critiche, dopo una lunga serie di suicidi avvenuti nel 2010, quando furono almeno 13 i dipendenti che si tolsero la vita.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=0TnE87KhAOc[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti