Dopo la recente disposizione del Ministero di Giustizia, che ha formalizzato la prevista chiusura del Tribunale di Taormina, si apre adesso la concreta possibilità che rimanga invece nella città del Centauro almeno il giudice di pace. Ieri mattina si è svolto, infatti, un sopralluogo all’ex scuola convitto albergo di contrada S. Antonio, immobile individuato come nuova sede dove poter collocare appunto l’attività del giudice di pace.

Al sopralluogo presso il Capalc – cosi denominata la struttura – hanno preso parte il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, l’assessore ai Lavori pubblici, Marcello Muscolino, l’arch Giuseppe Di Vincenzo (dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale-Area manutentiva), e gli avvocati Claudio Ambrogetti e Franz Buda. “La Giunta – spiega proprio l’avv. Buda – ha dato disponibilità all’utilizzo dei locali dell’ex scuola convitto albergo come sede per il giudice di pace e questo potrebbe portare nelle prossime settimane alla definizione di un iter che consentirebbe alla nostra città e a tutto il territorio del comprensorio jonico di non perdere almeno questa importante attività giudiziaria.

Altrimenti, in assenza di una relativa disponibilità di un immobile in zona, anche il giudice di pace verrebbe trasferito a Messina”. Buda ha poi spiegato che il Capalc “potrebbe essere sede, per l’esattezza, di tutti i quattro giudici di pace della zona, ovvero Taormina, Francavilla, Santa Teresa e Alì.

E in quest’ottica abbiamo constatato la presenza di quattro aule e spazi ben distinti, che consentirebbero la piena operatività dei giudici”. L’intera struttura di contrada S. Antonio è in disuso ad eccezione del piano interrato dove svolge ogni giorno la propria attività il Cufti e le aule sono utilizzate per corsi di formazione professionale. Esiste un’ala del Capalc che invece è vuota e potrebbe essere suddivisa in sezioni. Con questo scenario che si va delineando, la casa municipale intenderebbe reperire per i giudici di pace un locale da attivare a “costo zero”, in quanto compreso nel patrimonio di Palazzo dei Giurati, e diversamente insomma dall’attuale immobile di via Francavilla per il quale il Comune paga l’affitto.

Sono stati visionati anche altri spazi, per l’archivio, e le dieci stanze che a suo tempo furono destinate nell’emergenza agli sfollati della frana di piazza Pagano e che poi sono state, anche negli anni successivi, concesse anche per altre esigenze. Adesso si intende passare, insomma, alla fase operativa per predisporre i locali in funzione delle attività giudizarie ipotizzate.

Il Capalc è rimasto da tanti anni a questa parte una sorta di “cattedrale nel deserto” e si era parlato qualche anno fa di collocarvi una sede distaccata dell’Università di Messina ma l’iter non andò in porto. A questo punto si dovrà effettuare la parte che concerne i vari permessi e le istanze da formalizzare per verificare la fattibilità dell’iter di dislocazione delle quattro sezioni del giudice di pace in contrada S. Antonio.

© Riproduzione Riservata

Commenti