Duemila presenze alla manifestazione che quest’anno si è svolta proprio nei giorni dello scandalo Lazio-gate

il cast del thriller erotico “True Blood”: da sinistra Alexander Skarsgård, Kristin Bauer, Valentina Cervi

Sono stati circa 2.000 i partecipanti al Roma Fiction Fest (Rff), anche se l’evento si é svolto sotto l’inverosimile spettro dello scandalo che ha coinvolto il governatore della Regione Lazio, Renata Polverini, principale sponsor della manifestazione che, come madrina, aveva promosso con particolare enfasi anche alla fiera Mip-Tv di Cannes dello scorso aprile.

Si puó riassumere questa sesta edizione del Rff, tutta imperniata sulle grandi strutture dell’Auditorium Parco della Musica, come un evento che ha avuto piú riscontro con gli operatori stranieri che con gli italiani. Infatti, visibilmente assenti erano dirigenti sia di Rai che di Mediaset, mentre gli inglesi hanno avuto una giornata dedicata tutta a loro, come pure gli argentini. Scarsa la presenza della stampa specializzata, che riflette la mancanza di operatori importanti.

Interpellati se fossero stati presenti al Rff, dirigenti Rai e Mediaset hanno risposto all’unicono: “non ci penso neanche!”. Da parte sua, Luca Cadura, presidente Nbc Universal Global Networks Italia si é detto “contento di vedere che Roma Fiction Fest abbia deciso di dare visibilitá al mondo delle web series, una nuova tendenza che sta esprimendo successo in vari paesi,” poi ha aggiunto, “Anche noi stiamo sperimentando questo fenomeno sostenendo ‘Legends’, una web serie fanta-apocalittica interamente realizzata dagli studenti della Scuola di Cinema di Napoli”.

In termini di artisti presenti, al Rff hanno partecipato attori provenienti dagli Usa, Australia ed Inghilterra, incluso l’americano Kelsey Grammer che ha presentato una conferenza “Masterclass” oltre al visionamento di un episodio della sua serie “Boss”.

Una delle novitá di quest’anno é stato il Premio Carlo Bixio alla migliore sceneggiatura originale di fiction (premio assegnato a “Vlad e lo scudo elfico” di Davide Aicardi e Marco Renzi), che ha voluto onorare la memoria del presidente della casa di produzione e distribuzione Publispei. Bixio, deceduto lo scorso anno, é stato uno dei principali personaggi dell’industria dei contenuti in Italia.

Il Rff, durato una settimana, si é concluso quattro giorni prima del Mipcom, la piú importante fiera dell’audivisivo del mondo, iniziata l’8 ottobre. La vicinanza alle date della fiera di Cannes ha sicuramente contribuito alla buona presenza degli stranieri, visto che Roma presenta buoni collegamenti aerei con Nizza . Ma la precedente collocazione del festival a luglio era considerata piú idonea in quanto Roma é una meta estiva molto frequentata sia dagli attori che da dirigenti stranieri.

La sfortuna di Rff, come pure quella della versione cinemaografica Roma Cinema Fest, é che la manifestazione non é nata come progetto industriale, bensí come evento voluto dalla Regione Lazio, pertanto sempre soggetto agli umori politici.

Quest’anno, poi, il Rff ha subito enormi tagli di bilancio che ne hanno compromesso la promozione e marketing. Tagli, che come si é poi visto, sono anche andati a pagare il costoso stile di vita dei politici regionali (naturalmente a loro “insaputa”). Lo scandalo scoppiato alla Regione Lazio in concomitanza con il Rff fa rendere conto come ultimamente in Italia, la realtá é piú inverosimile della fiction.

In termini di premi, sono stati assegnati tre “Excellence Award”: a Stefania Sandrelli, all’attrice americana Gillian Anderson e a Carlo Lizzani, mentre alcuni dei 15 altri premi sono andati a “Una Grande Famiglia” ha vinto per la categoria lunghe serie e “Il Sogno del Maratoneta per le miniserie. “Paolo Borsellino” ha vinto per i telefilm, mentre per la migliore attrice in un telefilm é andato a Stefania Rocca e per il miglior attore a Silvio Orlando. Per i migliori attori in una miniserie: Elio Germano e Valeria Solarino, mentre per le lunghe serie, Michele Riondino e Vanessa Incontrada. La miglior regia per le tre categorie é di Enzo Monteleone per “Walter Chiari”.

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