L’assessore regionale Marco Venturi si dimette e accusa: “il presidente sta mettendo ancor di più la Regione nelle mani di sistemi mafiosi e affaristi”. Replica del leader Mpa: “lo querelo per calunnia, era in questo governo”

Marco Venturi

“Con il suo comportamento Lombardo sta mettendo ancor di più la Regione nelle mani di mafiosi e affaristi“. Queste parole durissime con cui Marco Venturi, si è dimesso dall’incarico di assessore alle Attività produttive.

Un attacco chiaro e diretto – si legge su Blogsicilia – nei confronti del governatore dimissionario Raffaele Lombardo. L’ex vicepresidente di Confindustria Sicilia, che ha lasciato la giunta quando mancano solo tre settimane alle elezioni, era stato nominato assessore l’8 luglio del 2009.

“Mi dimetto – ha spiegato Venturi ai giornalisti – perché ad oggi con il presidente Lombardo c’è stata totale incomunicabilità e i documenti adottati sono stati finalizzati a mantenere rapporti e sistemi clientelari nell’Isola. Si operava soltanto negli ambiti che gli garantivano interessi clientelari”.

Per Venturi – spiega l’approfondimento di Blogsicilia – il nodo della rottura irrevocabile con Lombardo è quindi rappresentato dalla mancata riforma delle Asi (Aree di sviluppo industriale): “Sarebbe stato un traguardo importantissimo perché avrebbe creato delle nuove opportunità per la Sicilia e con cui abbiamo scoperchiato un sistema di malaffare e di collusione tra mafia e politica, soprattutto nelle aree interne, Agrigento, Enna e Caltanissetta. Bloccando questa riforma si è voluto intervenire per bloccare un processo di rinnovamento importante. Lombardo sapeva ed è intervenuto per bloccare la riforma inventandosi una seri di impedimenti indirizzati a farla fallire per curare gli interessi, soprattutto nell’agrigentino, legati alla mafia e al malaffare”.

Alla domanda relativa al perché non si sia dimesso prima Venturi ha risposto: “Avrei voluto lasciare la giunta regionale già un anno fa. Non l’ho fatto proprio per tentare di portare in porto la riforma delle Asi”.

L’ex governatore: “querelo Venturi”. “Mi spiace che l’ex assessore Venturi e i suoi amici siano usciti fuori dai gangheri quando abbiamo impedito l’ennesima nomina, dopo le tante da lui fatte, di un suo uomo di fiducia, privo dei titoli indispensabili, a commissario dell’Irsap. E mi spiace che egli si sia lasciato andare con parole dense di rancore e di rabbia”. Sono le parole del presidente dimissionario Raffaele Lombardo, pubblicate sul suo blog personale, in risposta alle pesanti accuse dell’ex assessore alle Attività Produttive, Marco Venturi.

“Gli ricordo che è stato il governo di cui ha fatto parte e l’Ars a volere la riforma delle Asi – ha aggiunto il governatore- con l’eliminazione di centinaia di posti di sottogoverno, e non lui, eroe solitario più o meno incompreso e gli ricordo anche che è stato il dominus incontrastato della politica dello sviluppo in Sicilia le cui carenze sono state a me addebitate”.

Lombardo annuncia che adirà alle vie legali contro le accuse dell’ex assessore: “Io non posso che querelarlo per le calunnie e falsità. Non hanno capito, Venturi né i suoi intimi, che Raffaele Lombardo per le società aeroportuali, per le Irsap, per qualche altra partecipata regionale, non è uomo che cede alle lusinghe, agli allettamenti, alle minacce né alle intimidazioni dell’ultima ora. E alla magistratura, alla quale mi rivolgo per avere giustizia, fornirò ogni particolare circa l’assoluta legittimità dei nostri comportamenti e i tentati abusi dell’assessore Venturi.

“Inoltre, a proposito di affaristi e mafiosi, – ha aggiunto il governatore -ricordo all’ex assessore, riportando testualmente il pensiero di un giurista palermitano consultato a proposito della riorganizzazione delle partecipate regionali che l’antimafiosità non si configura come un merito, ma come la mancanza di un, seppur grave, demerito. E comunque non giustifica un saccheggio a spese dei siciliani.

“E sempre a proposito di affaristi e mafiosi, -ha conclude Lombardo – l’assessore Venturi non avrà dimenticato che il governo del quale ha fatto parte, non per nulla giudicato il peggiore da lui e dai suoi amici, circa i termovalorizzatori e le discariche da un canto e la raccolta differenziata dall’altro; circa la devastazione del paesaggio con l’eolico da un canto e la salvaguardia del territorio dall’altro; circa la costruzione di un rigassificatore nel bel mezzo di una raffineria vetusta da un canto e la tutela della vita e della sicurezza dall’altro, ha scelto, grazie a Raffaele Lombardo, e me ne vanto, contrastando sì concretamente e non a chiacchiere interessi affaristici, tangentizi e mafiosi. Il governo che ho presieduto ha seguito l’unica strada dell’interesse superiore del popolo siciliano”.

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