La Corte dei conti effettuerà il “controllo preventivo di legittimità” sulle spese: chi porta gli enti al dissesto non potrà poi ricoprire cariche per un periodo di dieci anni

Corte dei Conti stoppa i cattivi amministratori

Stop ai sindaci che portano gli enti locali al dissesto. Gli amministratori che la Corte dei Conti ha riconosciuto, anche in primo grado, responsabili di aver contribuito con condotte, dolose o gravemente colpose, sia omissive che commissive, al verificarsi del dissesto finanziario, non possono ricoprire, per un periodo di dieci anni, incarichi di assessore, di revisore dei conti di enti locali e di rappresentante di enti locali presso altri enti, istituzioni ed organismi pubblici e privati”. E’ quanto prevede lo schema di provvedimento legislativo d’urgenza in materia di finanza e di funzionamento degli enti locali al vaglio del Consiglio dei Ministri, in possesso dell’Agi.

“I sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili ai sensi del periodo precedente, inoltre, non sono candidabili”, si legge ancora nel documento, “per un periodo di dieci anni, alle cariche di sindaco, di presidente di provincia, di presidente di Giunta regionale, nonché di membro dei consigli comunali, dei consigli provinciali, delle assemblee e dei consigli regionali, del Parlamento e del Parlamento europeo”.

La bozza di decreto prevede inoltre che sindaci e i presidenti di provincia ritenuti responsabili di dissesto finanziario “non possono ricoprire per un periodo di tempo di dieci anni la carica di assessore comunale, provinciale o regionale né alcuna carica in enti vigilati o partecipati da enti pubblici. Ai medesimi soggetti, ove riconosciuti responsabili, le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano una sanzione pecuniaria pari ad un minimo di cinque e fino ad un massimo di venti volte la retribuzione dovuta al momento di commissione della violazione”.

La Corte dei conti effettuerà il “controllo preventivo di legittimità” sulle spese delle Regioni, compreso “il piano sanitario regionale ed il piano di riparto delle risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale” e potrà avvalersi della Gdf.

Per quanto concerne l’aliquota Imu, potrà essere modificata dai Comuni fino al 31 ottobre, il termine ultimo per l’approvazione dei bilanci previsionali comunali. Si riaprono così i termini scaduti a settembre. Anche questo è previsto nella bozza del decreto sui costi della politica all’esame del Cdm.

Differiti, infine, i termini per la dichiarazione. Inoltre, si differisce “al 30 novembre 2012 il termine entro cui i contribuenti devono presentare la dichiarazione Imu per il 2012”.

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