Bersani “sgambetta” Renzi, che contesta il cambio delle regole nelle procedure di voto previste per le primarie

Pier Luigi Bersani

L’agguato di “don” Bersani non ha fatto piacere al rottamatore. Le primarie del Pd cambiano regole e Matteo Renzi non ci sta: “Le primarie di coalizione sono una contraddizione in termini. O i candidati sottoscrivono un impegno per cui chi vince è sostenuto da tutti gli altri, e per me questa è la precondizione, o non ci si capisce più nulla”.

Ecco le nuove regole contestate dal sindaco di Firenze: l’introduzione del doppio turno (ergo il ballottaggio) e dell’albo degli elettori. Come funzionano le nuove direttive? Per votare bisognerà registrarsi in un ufficio ad hoc (in ogni comune verrà creato un ufficio elettorale) a partire da tre settimane prima delle primarie fino alla domenica delle votazioni e ritirare il certificato elettorale. Non è ammessa l’iscrizione presso i gazebo. Il doppio turno entra in gioco nel caso in cui nessuno dei candidati raccolga la maggioranza di preferenze, equivalente al 50% dei voti più uno, e potrà votare solo chi ha già votato al primo turno. Secondo le indiscrezioni per candidarsi serviranno 17 mila firme o il sostegno di 90 membri dell’Assemblea e i candidati perdenti si dovranno impegnare a sostenere in toto il candidato eletto, ma il responsabile Organizzazione del Pd Nico Stumpo smentisce e dichiara che non esiste “nulla di prestabilito”.

Chiaro l’intento dello “zoccolo duro” – o casta che dir si voglia – del Pd e della sinistra italiana – non gradisce un giovane poco addomesticabile. Entrambe le regole del contendere potrebbero mettere in seria difficoltà Renzi: nel caso di ballottaggio se la dovrebbe vedere con tutta probabilità con Bersani (a cui andrebbero quasi sicuramente i voti di Nichi Vendola) e la burocrazia imposta agli elettori limiterebbe i voti di ex elettori di centrodestra o di semplici simpatizzanti che tifano per lui.

“Mi pare un errore inserire il ballottaggio (alle primarie chi arriva primo vince. Non è che dopo aver vinto, poi, c’è la gara di ritorno). Mi pare un errore grave immaginare un ballottaggio in cui possa votare solo chi ha votato al primo turno (e se la prima domenica ti ammali?). Mi pare un errore cercare di restringere la partecipazione: in tutto il mondo la sinistra allarga il campo della partecipazione e la destra restringe”. Tuttavia le nuove regole dovranno essere messe ai voti ed eventualmente rettificate il prossimo sabato all’Assemblea Nazionale, anche se lo spauracchio di una spaccatura all’interno del partito è più forte che mai. Sono sia Walter Veltroni che lo stesso Renzi a paventare l’ipotesi: “Rischiamo di distruggere il Pd e la coalizione. La mia angoscia è che, sottoposto a tensioni estreme, il partito possa spaccarsi”.

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