Una battaglia per il riconoscimento dei più alti valori umani, per quella vera e imprescindibile base sociale e morale del vivere quotidiano, troppo spesso trasgredita, calpestata e umiliatada uomini in lotta contro altri uomini.

Da circa quattro anni Silvano Agosti, regista, sceneggiatore, scrittore, poeta ma soprattutto persona di grande cultura, ha iniziato la ricerca di “un modo per raggiungere un qualche funzionario competente dell’Unesco o delle Nazioni Unite e riuscire a sapere attraverso quali mezzi poter ottenere che l’Essere Umano rientri nella lista di quelli che possono essere ritenuti Patrimonio dell’Umanità”.

“Sono convinto che questo evento ridarebbe in egual misura una dignità di base a qualsiasi abitante di questo pianeta, liberandolo dagli angusti confini delle etnie, dei ruoli, delle sottomissioni a questo o quel potere”.

La ricerca e il pensiero di Silvano Agosti sono diventati adesso una vera e propria petizione online,affinchè l’Essere Umano venga proclamato “Patrimonio dell’Umanità”

La petizione è stata lanciata da Agosti su Firmiamo.it.

Premessascrive Agosti già il 15 dicembre 2008 -. Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di esaminare la condizione umana e sono giunto alla conclusione chel’essere umano, pur presentandosi all’origine e alla nascita come il massimo capolavoro della natura, è di fatto ancora oggi la realtà più sottovalutata, più negata e più sottomessa e oppressa da qualsiasi forma di potere e di reggenza presente sul pianeta.

Nel corso degli anni ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario proclamare ufficialmente l’Essere Umano, “Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente ufficiale e planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura.

Chiediamo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.

“Sono trascorsi da allora quasi quattro anni”. Dev’esser stato facile conquistare una tale ambita qualifica per la Pizza o il Tango o perfino la Torre pendente di Pisa che l’hanno immediatamente ottenuta. Io in questi quattro anni, dopo aver diligentemente fatto domanda e presentato i documenti richiesti ho ricevuto soltanto una risposta sbrigativa e stizzita.

Così ha risposto il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 23 marzo 2011, con una nota a firma del direttore, dott. Gianni Bonazzi.

OGGETTO: Essere umano proposta di candidatura lista rappresentativa patrimonio culturale immateriale dell’Umanità

Gentile signor Agosti, in merito alla sua richiesta di iscrizione dell’ “Essere Umano” nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Umanità si rileva che l’elemento così definito non è rintracciabile nelle definizioni degli elementi di Patrimonio Culturale immateriale presenti nell”art.2 della convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale del 2003; inoltre non è possibile attuare i cinque criteri presenti nelle Direttive Operative di giugno 2008 e confermato nelle Direttive Operative del giugno 2010, necessarie per la presentazione delle candidature. La richiesta è stata verificata nella sua congruità dal Gruppo di Lavoro interministeriale permanente, il quale non si è distaccato da quanto si sta scrivendo.

Ho scritto – osserva dunque Agosti il 6 settembre scorso su tale risposta – subito in una mail che non è stato difficile per me prevedere una tale risposta, ovvero che l’Essere Umano non era nella lista, ma che era più complesso invece cercare di capire perché sono stati necessari quasi tre anni per avere una risposta così chiusa e definitiva. Inoltre ciò che vado e andrò chiedendo è solo di modificare il testo in modo che l’Essere Umano possa finalmente essere proclamato PATRIMONIO DELL’UMANITA’. Chiedo aiuto a chiunque conosca un dirigente dell’UNESCO o DELLE NAZIONI UNITE in Italia o all’estero, anzi preferibilmente all’estero. Me lo comunichi via mail all’indirizzo: silvanoagosti@tiscali.it.

Della questione si è occupato con un articolo Sergio Zavoli su La Nazione, dal titolo “L’uomo, patrimonio dell’umanità, estrema utopia in cui credere”.

Lo scrittore Silvano Agosti ha fatto “ufficialmente” questa proposta all’Onu. Che risponde: “E’ un valore da motivare…”.

E` caduta su di me come una metafora per dispormi più serenamente all`arrivo del nuovo anno una lettera diSilvano Agosti scrittore di forte immaginazione, favoliere assai fine, ideatore di nicchie esistenziali e allegorie civili note anche in altre parti del mondo – in cui mi comunica di avere chiesto alle Nazioni Unite, «ufficialmente», di nominare l`uomo Patrimonio dell`umanità. «Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall`idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l`essere umano è il più perfetto cui è giunta la natura fino a ora e, al tempo stesso, la più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta. […]

Vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro in un oceano di petrolio e di potere…». Il messaggio di Agosti aggiunge, poi, che «anche solo come macchina biologica l`uomo è il più sconvolgente capolavoro» apparso sulla Terra: «E` un progetto, un tentativo, forse non del tutto realizzato, ma proprio per questo prezioso, e degno di essere perseguito». In questa lettera, l`avrete notato, si parla di natura, evitando la parola creazione, quasi che la natura non fosse essa stessa il frutto d`altro da sé; ma Agosti ha un sommesso pudore per le distinzioni fondamentali, che danno vita alla più centrale delle dispute: quella, appunto, tra fides et ratio.

Del resto – conclude Zavoli -, di fronte alla sua richiesta, la burocrazia del Palazzo di Vetro si è limitata in un primo tempo a rispondere inviando un modulo «da compilare a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione Patrimonio dell`umanità ha effettivamente un valore che giustifichi una tale formulazione». E Agosti, che vive di cinema e libri, si è deciso, ostinato com`è, a «fornire i chiarimenti richiesti». ……….«Non ho mai visto un pessimista giovare a qualcuno o a qualcosa», amava dire Papa Giovanni. Tu, dopotutto, sei un inguaribile costruttore di utopie, nell`idea che tutto possa essere o diventare pari ai nostri desideri, alle nostre necessità e persino ai nostri sogni.

Una battaglia – aggiungiamo noi – certamente difficile ma per nulla velleitaria, quella di Silvano Agosti. Una sfida che va apprezzata ma soprattutto merita di essere firmata e condivisa, perchè quando si hanno occhi e cuore per guardare e capire, non è difficile comprendere che una petizione come questa non può essere l’eccezionalità burocratica ma il punto cardine della realtà umana.

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