Cinque arresti. In manette l’ad di “Tributi Italia”, Giuseppe Saggese, e altre 4 persone. Truffati 400 Comuni per un totale di circa 100 milioni di euro

truffa sui pagamenti Ici

Tributi Italia, una società di consulenza fiscale con sede legale a Roma ma operativa da Chiavari (Genova), per anni ha riscosso l’Ici in nome e per conto di almeno 400 Comuni italiani .

Solo che, invece di versarla nelle loro casse, l’ha fatta sparire con artifici contabili e altri sistemi, per un’appropriazione indebita di fondi pari a circa 20 milioni di euro.

In tutto la società ha sottratto 100 milioni ai Comuni. La Gdf di Genova su ordine del Gip di Chiavari ha arrestato per peculato e reati fiscali 5 persone e sequestrato beni e denaro per 9 milioni.

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova – come riporta – “Il Mattino – ha precisato che sono state effettuate perquisizioni in diverse abitazioni nel Tigullio, in provincia di Piacenza e a Roma. Gli arresti sono stati eseguiti su ordine del gip del Tribunale di Chiavari, Fabrizio Garofalo, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare avanzata dal pm di Chiavari Francesco Cozzi. Oltre ai 5 arrestati, altre quattro persone sono state denunciate a piede libero.

La società di consulenza, registrata come Tributi Italia spa, operava su oltre 400 Comuni in tutta la penisola. Si occupava su incarico del Comune della riscossione delle tasse locali (Ici, Tosap, ecc). Ma, una volta incassate le somme (al netto di quanto le spettava per l’incarico ricevuto), anziché riversarle nelle casse dei Comuni le tratteneva sui propri conti. Attraverso rapporti con altre società, tutte riconducibili all’amministratore di fatto dell’impresa, Giuseppe Saggese, quei fondi poi ‘sparivano’ a beneficio di quest’ultimo. Con questo sistema la società di Chiavari (che ha sede legale a Roma e che era già stata dichiarata fallita dal Tribunale di Roma) ha sottratto almeno 20 milioni di euro. Una delle consulenze ha fruttato alla società di consulenza un compenso di 2 milioni di euro. La Guarda di Finanza ha sequestrato beni e denaro per 9 milioni.

Tributi Italia, facente capo a Giuseppe Saggese, 52 anni, di Rapallo, era di fatto una società fantasma, già dichiarata fallita dal Tribunale di Roma. Dal 2006 al 2009 non solo ha riscosso tasse comunali in nome e per conto di 400 Comuni italiani, senza versare loro i relativi importi; ma ha anche licenziato gran parte dei suoi mille dipendenti, oppure ha messo altri in cassa integrazione. Tutto ciò ha consentito a Saggese di vivere nel lusso.

La Guardia di Finanza di Genova ha precisato che l’amministratore di fatto di Tributi Italia era il vero ‘dominus’ della frode. Nei suoi confronti sono stati accertati prelievi bancari anche di 10mila euro al giorno, in contanti. Quindi yacht, aerei privati, autovetture di lusso, soggiorni in località prestigiose, feste mondane.

Grazie agli artifici contabili da lui elaborati, le somme incassate in nome e per conto dei Comuni venivano poi distribuite in altre società, tutte legate a Tributi Italia, e solo in minima parte finivano nelle casse comunale. Anche per questo – ha precisato la Guardia di Finanza – alcuni Comuni sono arrivati sull’orlo del dissesto finanziario.

I Comuni vittima dalla frode sono in tutte le regioni italiane. Nove le persone coinvolte: mentre nei confronti di Saggese è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ordinanze che prevedono l’obbligo di dimora per altri quattro amministratori di società collegate con Tributi Italia. Altre altre quattro persone sono state denunciate a piede libero. Tributi Italia, essendo entrata in stato di insolvenza, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Roma, e la Procura di Roma procede per violazione della legge fallimentare.

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