Stampa di regime e partitocrazia ancora una volta vogliono prendere in giro gli italiani: adesso l’unica soluzione per stoppare l’ennesimo inganno è dare fiducia ai movimenti popolari e sociali antagonisti

Beppe Grillo

Siamo vittime di un duopolio anticostituzionale dei giornalisti sulla “informazione” (disinformazione) e dei leader di partito sulla “politica” (affarismo e lottizzazione). Due caste intrecciate e coese dai labili confini. Delle due, quella giornalistica è la più potente, impunita e duratura, per le ragioni illustrate nel testo.

Un deputato della Lega Nord e vice-presidente della Commissione bilancio del Senato, Massimo Garavaglia, ha rilevato alcuni giorni fa (il 30/09/2012), pubblicamente, che il governo Monti fu imposto da un ricatto finanziario della troika FMI/UE/BCE che minacciò di non comprare, per due mesi, titoli di Stato italiani (Potete leggere qui l’articolo).

Perché solo ora? E’ vero? Se anche non fosse vero, sarebbe certamente verosimile, per le dinamiche che hanno prodotto e sostenuto Monti. Perché la lega Nord non ha denunciato allora il ricatto contro il governo Berlusconi di cui faceva parte? E Berlusconi perché non lo ha mai denunciato, mentre sostiene Monti e, per motivi elettorali, ne critica l’euro, la politica, l’IMU ed altre nefandezze? E’ solo un gioco elettorale delle parti o c’è anche altro?

Quello che è certo è che un’altra troika PD/PDL/UDC italica – gettonata da stampa e TV – sostiene il governo Monti e la troika capitalistica del “ricatto”, senza battere ciglio. In ogni caso, queste  “rivelazioni” e le mosse elettorali di Berlusconi, favoriscono PDL e Lega Nord (futuri alleati?): Lega che si oppone a Monti.

Dunque Berlusconi, come già sostenevo un anno fa con l’ipotetico colloquio tra lui e un suo amico “sagace”, ha molte frecce al suo arco elettorale, che si gioca già e giocherà presto con la solita furbizia. Sa bene che ogni promessa elettorale è solo fumo negli occhi, e che richiede il consenso dei poteri laici e cattolici.

A fronte di tutto ciò, le mosse del PD, e di chi aspira ad allearvisi, sono risibili e grottesche: polemiche interne Bersani/Renzi, primarie, vaniloqui, esternazioni vuote, riformismo parolaio, slogan, ecc. Ora il PD sta usando una etichetta fasulla, “antipolitica”, assegnata a chi si oppone (Grillo) o non vota. Tutto questo per cercare di coprire la piena sudditanza dell’intero partito a Monti, alla BCE, al Vaticano. Dell’UDC di Casini non vale la pena parlare: conta solo sul sostegno del Vaticano e dei palazzinari.

E’ allora il caso di non farci imbrogliare dai giochi della partitocrazia dominante e del monopolio giornalistico di supporto. L’alternativa vera è solo tra chi sostiene Monti (che si ricandida?) e chi lo combatte. Giornalisti asserviti e leader della partitocrazia dominante costituiscono due caste anticostituzionali colluse. Delle due, quella giornalistica è la più potente e duratura, anche la più taciuta e mascherata, per vari motivi:

  • è quella che sostiene e reclamizza i leader da votare, che sparirebbero altrimenti in pochi giorni;
  • è quella che non corre rischi, sia pure remoti, di ricambi di nomi e di poltrone, come per i leader di partito;
  • è quella che naviga, facilmente e senza scosse, tra le sigle elettorali cangianti che reclamizza;
  • è quella che determina sul serio una politica, sempre più raccontata, virtuale, fuorviante, mediatica;
  • è quella da cui pescano nomi partiti sempre più screditati ed impotenti, in cerca di candidati “vetrina”.
  • è quella che non ha vincoli di legalità, trasparenza e di controlli, grazie alla “libertà di informazione” e alla omertà di corporazione (vedi l’ultimo caso Sallusti).

Perciò se vogliamo il ricambio dei leader dominanti, dobbiamo prima operare il ricambio ed il boicottaggio totale dei giornalisti.

Dobbiamo anche boicottare apparizioni, giornali, richiami, della troika PDL/PD/UDC, decidendo di non votarla e di contestarla duramente in ogni occasione, insieme al governo Monti e alla troika FMI/UE/BCE. Dobbiamo cioè spezzare il doppio monopolio, colluso ed anticostituzionale, dei giornalisti sulla “informazione” – in realtà disinformazione e propaganda – e dei leader di partito sulla “politica” – in realtà affarismo e lottizzazione di Stato, poltrone e voti, arraffati grazie alla truffa elettorale maggioritaria e mediatica.

Sono condizioni necessarie, ma non sufficienti, perché servono programmi alternativi popolari e forze politiche credibili, capaci e tenuti a realizzarli, con il vincolo della revoca in caso di promesse tradite.

La rottura promessa dal MoVimento 5 Stelle, se appoggiata ad alleanze programmatiche chiare con altri partiti (IDV, FdS) e movimenti popolari e sociali antagonisti, può costituire una svolta possibile ed auspicabile. Purtroppo queste condizioni politiche non ci sono ancora, ma occorre lavorare con l’impegno di tutti i resistenti/oppositori, più o meno radicali, affinché si realizzino quanto prima. Non mi sembra di vedere altre alternative possibili, almeno nell’immediato.

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