Champions League, gli ucraini fermano i bianconeri sull’1-1. Sblocca Teixeira e risponde Bonucci. La squadra di Carrera non punge. Lo Shakhtar di Lucescu sfiora addirittura il colpaccio al 93′ con la traversa di Willian

Leonardo Bonucci

Pari con il brivido per la Juve nella seconda sfida del girone di Champions League.

Più che la trasferta di Stamford Bridge in casa dei campioni d’Europa, dove la motivazione e il ritorno della massima competizione per club al mondo avevano fatto il loro dovere, il vero banco di prova per la Juventus di Antonio Conte era la sfida delicatissima contro lo Shakhtar Donetsk di Mircea Lucescu.

E i bianconeri escono un pò ridimensionati dalla sfida contro i campioni d’Ucraina, capaci per tutta la prima frazione di gestire il ritmo e il pallino del gioco e nel secondo tempo di amministrare tutto sommato in maniera piuttosto agevole una Juventus che, per la prima volta nella gestione dell’allenatore pugliese, è apparsa in difficoltà nella gestione del gioco e nel pressing.

La Juventus ha avuto sì infatti, pur non giocando al meglio, una serie importante di palle gol (non finalizzate… quello invece è un problema già visto nella scorsa stagione), ma allo stesso tempo lo Shakhtar nella ripresa è stato in grado pur rallentando il ritmo di fare male in contropiede: la clamorosa traversa al 93′ di Willian ne è soltanto la prova finale. Juventus quindi che strappa un punto tutto sommato più stretto agli avversari. Bianconeri ora costretti a inseguire nel gruppo E proprio Chelsea e Shakhtar a quota 4. La trasferta del 23 ottobre a Copenaghen contro il Nordsjaelland sarà già decisiva.

Che lo Shakhtar Donetsk sia venuto a Torino a fare la vittima sacrificale è un pensiero stupido oltre che poco veritiero nei confronti di una squadra che da anni, ormai, è presenza costante del palcoscenico europeo. La Juventus, infatti, di fronte alla tecnica dei palleggiatori brasiliani e al bel schieramento messo in campo dal vecchio stregone Lucescu, va per i primi 45 minuti in crisi come poche altre volte la si era vista nella gestione Conte.

La difesa è bassa, il consueto pressing è praticamente inesistente e quando arriva è costantemente saltato dai tocchi di prima del tecnicissimo Shakhtar, il posesso palla è di conseguenza sempre in mano agli ucraini e la Juve, non a caso, dopo 23 minuti si ritrova sotto. Le avvisaglie del gol erano già arrivate al 13 quando da un cross di Mkhitaryan l’arbitro Nijhuis non vedeva una chiara trattenuta di Lichtsteiner su Willian, graziando così i bianconeri dalla massima punizione. Dieci minuti più tardi però, dopo una lunga azione insistita, arriva il meritato vantaggio degli Uomini di Lucescu. Willian – un’autentica spina nel fianco per la difesa della Juventus – lavora un bel pallone centralmente e lo serve in orizziontale per Teixeira che, sul filo del fuorigioco, fredda Buffon con una bellissima conclusione a mezza altezza. Shakhtar avanti con merito.

La Juventus, però, già prima del gol aveva dimostrato la forza della grande squadra e pur non convincendo nessuno sotto il profilo del gioco, ancora sulla 0-0 era riuscita a procurarsi un paio di occasioni da rete piuttosto golose: sulla prima, Matri, peccava del giusto tempismo per il tapin sottoporta dopo il cross basso di Vucinic e sulla seconda, Marchisio, non riusciva a finalizzare l’assist illuminate di Pirlo concludendo un bell’inserimento con un tiro di destro alto sopra la traversa. Nessuna sorpresa quindi quando meno di un minuto e mezzo dopo il vantaggio ucraino la Juve trova il pari: dalla bandierina Pirlo prova lo schema con Bonucci che, liberatosi al tiro, lascia partire un destro chirurgico che si infila del sette. Uno a uno e la Juve, in qualche modo, non fa scappare l’avversario.

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