Sciame sismico tra Calabria e Basilicata. La scossa alle 22,28, magnitudo 3.6 e profondità a soli 8,1 chilometri

ancora uno sciame sismico in Calabria

Un’altra scossa di terremoto in Calabria e torna la paura tra la gente.

Un forte sciame sismico è in atto in queste ore sul Pollino. Una prima forte scossa di terremoto è stata avvertita questa sera nel territorio compreso tra Calabria e Basilicata.

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato la scossa alle 22,28 con una magnitudo di 3.6 ed una profondita’ di soli 8,1 chilometri. La popolazione ha avvertito il terremoto e in alcuni casi si è anche riversata per strada. Complessivamente sono stati tre i movimenti tellurici registrati in serata. Al momento non si segnalano danni ma sono in corso ulteriori verifiche. L’ultima scossa alle 23.27 di magnitudo 3.3.

Dal 1° ottobre 2010, esattamente due anni fa, sono ben 2.983 le scosse di terremoto che hanno interessato la zona del Pollino. Di queste, solo 18 hanno superato la magnitudo 3.0, tra cui le due di stasera. Negli ultimi mesi lo sciame sismico s’è notevolmente intensificato, infatti di queste 18 scosse superiori a magnitudo 3.0, ben 5 sono state registrate nel mese di settembre che si è concluso domenica, e due ad agosto.

Sulla questione degli sciami sismici di queste settimane nel Meridione si è soffermato di recente con un approfondimento su Blogtaormina il prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, direttore del Dipartimento Scienza del Territorio presso l’Università Federico II di Napoli.

“Molti mi chiedono cosa stia succedendo – ha spiegato Ortolani -. Ho così sottolineato che ci ricordano, o meglio, va ricordato a chi ha responsabilità di governo nazionale e locale che siamo su un’area attiva tettonicamente (dal momento che Africa ed Europa non lo vogliono capire che non si devono muovere!) e che vi sono zone dove le faglie periodicamente si riattivano.

Non possiamo prevedere anno, mese, giorno ed ora in cui ciò avverrà, ma sappiamo che avverrà! Le aree degli sciami si trovano in queste zone, come ve ne sono altre in Italia emersa e sommersa. Come sempre dobbiamo pretendere una adeguata classificazione sismica e la corretta realizzazione di strutture antisismiche, piani di protezione civile sempre aggiornati e conosciuti dai cittadini che devono essere allertati e devono sapere cosa fare. Dobbiamo pretendere impegno continuo da parte di coloro che eleggiamo come nostri rappresentanti a livello, locale, nazionale ed europeo per garantire la sicurezza dei cittadini dai fenomeni naturali “potenti”.

Dobbiamo sempre tenere presente che la natura agisce in base sue “leggi naturali” che sono, a volte spietate, non concedono condoni! Chi amministra deve sempre rispettare le aree nelle quali gli eventi naturali si possono manifestare anche con conseguenze rovinose per le attivita’ umane, anche se autorizzate dagli amministratori, che si esplicano in un territorio periodicamente interessato dai grandi fenomeni naturali.

Uno sciame – conclude Ortolani – non implica che ci debba essere poi un forte sisma come il fatto che vi sia silenzio sismico non vuol dire che non si possa verificare improvvisamente un terremoto, naturalmente lungo le faglie sismogenetiche”.

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