Matteo Collura e lo spettacolo “Lunaria” hanno chiuso la seconda edizione del festival internazionale del libro a Taormina. La rassegna è stata un autentico successo

Antonella Ferrara

Si è concluso con una grande serata il Taobuk, il Festival Internazionale del libro a Taormina. La rassegna, ideata e organizzata dal presidente del “Taormina Book Festival”, Antonella Ferrara, con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Taormina guidato da Antonella Garipoli, di un comitato scientifico presieduto da Franco Di Mare e di partners importanti come la Regione Siciliana, il Comitato Taormina Arte, l’Università degli studi di Catania, l’Università degli studi di Messina, e numerose associazioni, si è chiusa con una serata speciale, iniziata sulla terrazza dell’Archivio storico di Taormina, sede della manifestazione, con la presentazione del libro del giornalista e scrittore Matteo Collura, intervistato dalla giornalista Rai Maria Pia Farinella, “Il gioco delle parti, vita straordinaria di Luigi Pirandello”, edito da Longanesi, “non una biografia” come ha precisato la presidente Antonella Ferrara introducendo la serata, ma “un romanzo sugli ultimi due anni di vita dell’artista”.

Ma, per il maggior biografo di Leonardo Sciascia, allievo e poi amico del Maestro di Regalpetra, quale lo scrittore Collura è stato, come nasce l’idea di questo libro? “L’idea del libro su Pirandello nasce da Mauri Spagnol, compianto editore della Longanesi, che, dopo la biografia su Leonardo Sciascia, volle un libro su Pirandello –ha spiegato l’autore- . All’inizio non ci volevo pensare, ma poiché amo troppo fare questo mestiere, mi sono messo al lavoro, un lavoro pesante perché non è una biografia vera e propria del drammaturgo, per il quale mi sono sottoposto ad un processo di identificazione e questo, poiché Pirandello è un personaggio molto particolare, un genio difficile, è stato faticoso. Tutti coloro che hanno avuto un rapporto con Pirandello, ne sono usciti malissimo. Lo scrittore agrigentino –ha concluso Matteo Collura- è un uomo dell’800, vissuto 36 anni nel ‘900, ma non bisogna dimenticare che è sempre un uomo di quel secolo, dalla vita travagliata, un grafomane ossessivo, che scriveva lettere per l’attrice Marta Abba, di cui era profondamente innamorato”.

Un’altra grande sorpresa, voluta per la serata conclusiva, è stata lo spettacolo teatrale, in prima nazionale, “Lunaria” di Vincenzo Consolo, per la regia di Roberta Torre, curato da Taormina Arte in collaborazione con Palermo Teatro Festival e Scena Aperta, rappresentato al Palazzo dei Congressi della Perla dello Jonio. Applausi e consensi per gli attori Franco Scaldati, Ersilia Severino, Rocco Castrocielo e Melino Imparato e per le canzoni, composte ed eseguite dal vivo da Etta Scollo, accompagnata dai musicisti Fabio Tricomi (strumenti tradizionali e antichi) e Daniela Santamaura (violoncello). “ “Lunaria” –ha chiarito la regista Roberta Torre– è in prima nazionale a Taobuk perché abbiamo pensato che Consolo è stato un grande scrittore e quindi lo spettacolo si potesse sposare bene con le belle lettere del Festival e inoltre, dal momento che l’artista, oltre che autore, era anche siciliano, quale migliore luogo in cui proporre per la prima volta questa rappresentazione?”.

Il Taobuk, fortemente voluto dalla brillante imprenditrice siciliana Antonella Ferrara, si è concluso quindi con un bilancio assolutamente positivo. Sera dopo sera, il Festival dedicato alle “belle lettere”, ha visto la partecipazione straordinaria di grandi scrittori nazionali ed internazionali come il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, il magistrato Giuseppe Ayala, la scrittrice Simonetta Agnello Hornby, l’autore siberiano Nicolai Lilin e l’israeliano Meir Shalev.

“Possiamo essere assolutamente soddisfatti di questa seconda edizione del Taobuk –ha dichiarato la presidente Antonella Ferrara – perché siamo riusciti a creare una manifestazione di qualità che è stata molto seguita dal pubblico che ogni sera ha riempito la terrazza dell’Archivio Storico, nonostante gli sforzi, i sacrifici e le risorse esigue su cui possiamo contare in momenti di crisi come questo. Questo ci fa ben sperare per la Sicilia e ci spinge a pensare già alla terza edizione del Festival”.

“Il Festival ha premiato tutti i nostri sforzi – ha detto l’assessore Antonella Garipoli – perché è andata oltre ogni nostra più rosea aspettativa. Sono contenta soprattutto perché Taobuk ha coinvolto moltissimi giovani, non soltanto quelli che hanno partecipato agli incontri a loro dedicati, ma anche e soprattutto nelle serate aperte a tutti, loro sono stati una fetta consistente e importante del pubblico”.

La seconda edizione di “Taobuk” va in archivio dopo una intensa sette-giorni che ha proposto a Taormina importanti spunti di cultura che hanno suscitato in ogni appuntamento proposto l’attenzione e l’interesse del pubblico, con il coinvolgimento anche dei ragazzi delle scuole.   

Dal procuratore Pietro Grasso a Giuseppe Ayala, l’israeliano Meir Shalev, il siberiano Nicolai Lilin, l’avvocatessa e scrittrice italo-inglese Simonetta Agnello Hornby, sono stati tanti gli illustri protagonisti e autori ospitati a “Taobuk, le Belle Lettere”, nella terrazza dell’Archivio Storico di Taormina. Tante le sorprese per il pubblico, anche grazie anche alla sinergia con TaoArte, l’associazione “La Zattera dell’Arte” e i vari partner che hanno contruibito alla riuscita dell’evento in una suggestiva atmosfera tra libri, musica e spettacolo.

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