Prevista un’esercitazione lungo le coste salernitane: serve sistema di allarme per fronteggiare il pericolo

allarme tsunami nel basso Tirreno?

Pochi giorni fa è stata presentata nella prefettura di Salerno l’esercitazione di protezione civile sul rischio tsunami nel Mediterraneo, nell’ambito del progetto europeo Tidal Wawe In Southern Tyrrhenian sea (TWIST).

“In questo primo incontro preparatorio, dirigenti del dipartimento della Protezione civile hanno illustrato l’iniziativa, e l’evento che sarà simulato sulle coste salernitane, con la partecipazione di squadre provenienti dai paesi dell’Unione Europea. Il progetto punta a testare le migliori sinergie per una più efficiente e tempestiva gestione delle emergenze, oltre che incrementare la sicurezza e la sensibilizzazione delle popolazioni rispetto al fenomeno dello tsunami e alle sue conseguenze. Hanno partecipato all’incontro, finalizzato ad individuare sia lo scenario che la working area dell’esercitazione, i rappresentanti delle principali componenti e strutture operative del sistema di protezione civile”.

Secondo quanto è stato diffuso si cercheranno di simulare gli effetti lungo le coste di un maremoto innescato dal franamento improvviso di una parte del cratere sommerso Palinuro ubicato a circa 70 km al largo delle coste cilentane.

Il Palinuro è uno dei vulcani sommersi e “spenti” presenti nel basso Tirreno. I versanti possono essere interessati da frane sottomarine come le ripide scarpate continentali che bordano tutte le coste tirreniche a distanza variabile da qualche chilometro ad alcune decine di chilometri della costa.

Le aree tsunamigeniche potenziali non mancano purtroppo. In relazione alla distanza dalla costa e dalla dimensione e velocità di una eventuale frana sottomarina le onde di tsunami potrebbero raggiungere le coste del Tirreno in un periodo di tempo variabile da circa 10 minuti ad alcune decine di minuti. Come si vede, non c’è molto tempo per mettere in sicurezza almeno i cittadini. Da anni spingiamo affinchè il pericolo tsunami diventi uno degli aspetti da tenere presente nella pianificazione: oggi è un “pericolo trasparente” per le istituzioni. Ben venga una presa di posizione istituzionale.

Naturalmente deve esistere, nel senso che si deve realizzare, un adeguato Sistema di Allarme”.

Da tempo avevo proposto di iniziare ad affrontare il problema attuando studi, piani ed interventi pilota in aree campione significative delle diverse realtà morfologiche ed urbanistiche delle coste esposte al pericolo tsunami.

Per quanto riguarda la prevista esercitazione sarebbe indispensabile che il programma venisse messo a disposizione dei cittadini e dei rappresentanti di tutte le istituzioni interessate. E’ evidente che una l’esercitazione si fa per “provare” un piano, per migliorare un piano. Per fare capire ai cittadini come si attua un piano. Per esercitare i cittadini ad attuare un piano.

Ma il piano esiste? Dovrebbe esistere; altrimenti come si farà a sapere dove i cittadini saranno al sicuro? Quali saranno i diversi impatti del fenomeno atteso in relazione alle caratteristiche morfologiche ed urbanistiche delle zone costiere? Come si avviseranno i cittadini italiani e stranieri.

Dovrebbe essere presa in considerazione la situazione più “pericolosa” simulando l’evento durante il periodo balneare. Siamo sicuri che l’esercitazione sarà attuata con la massima scientificità e serietà professionale.

Non si tratterà sicuramente di una “fiction” mediatica anche perchè l’interesse dei cittadini è tanto e tale per cui si faranno riprese delle varie fasi che poi si analizzeranno per vedere “gli attori” come si saranno comportati.

Credo che i cittadini siano molto interessati allo svolgimento dell’esercitazione anche per valutare se i soldi pubblici saranno spesi oculatamente oppure alla Batman-maniera!

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