I partiti continuano le loro ruberie e mantengono i privilegi, a suon di scandali reiterati: ora vogliono ancora Monti al governo e si preoccupano solo di ridurre al minimo gli effetti della legge elettorale

la casta continua a rubare e tramare

I partiti che contano, in particolare quelli che sostengono il “rigore” a senso unico di Monti, hanno ormai legalizzato le loro ruberie, i privilegi, gli scandali reiterati ed impuniti. Ciò che è reato, anche grave, per un comune cittadino, diventa per loro un episodio privo di rilievo penale, civile e amministrativo. L’unica loro preoccupazione è quella di ridurre al minimo l’impatto elettorale, usando il teatrino mediatico connivente.

Mentre i cittadini, i lavoratori, i giovani, le donne, i pensionati diventano sempre più poveri e disperati, l’ennesimo massiccio scandalo del PDL (ed altri) nella Regione Lazio rilancia i crimini di una partitocrazia corrotta e predatoria che ha ormai legalizzato per sé,  ruberie, privilegi, scandali impuniti. E solo l’ultimo della serie, ma altri già si preannunciano a breve termine in altre Regioni italiane. I partiti di governo sanno di non avere più alcun ruolo politico, sanno anche che i loro aderenti lo fanno solo per calcolo personale, quindi usano il loro monopolio sulla politica e la lottizzazione dello Stato per fare affari, conquistare privilegi e danaro, distribuire tangenti, poltrone e consulenze, acquisire immagine e voti.

Avendo legalizzato metodi, procedure e prassi illegali, non rischiano nulla, né sul piano penale o amministrativo, né rispetto a eventuali reazioni popolari, che polizia e mass-media si incaricano di reprimere. Quand’anche condannati – cosa che non succede quasi mai – se non rimangono ai loro posti, rischiano di trascorrere un periodo di attività in qualche “centro sociale” di comodo, per poi tornare alla ribalta. 

L’unica loro preoccupazione concreta è quella di immagine elettorale, personale più che di partito. Perciò li vediamo ogni giorno in TV e nei media, inventare pretesti assurdi o accusare altri delle stesse loro colpe. E’ il metodo craxiano: tutti colpevoli … nessun colpevole. E’ la prassi … di un sistema “imperfetto” (!?). Nessuno parla delle procedure, delle norme dei metodi truffaldini che hanno prodotto scandali e ruberie, proprio perché non vengano mai messe in discussione e possano favorire altre truffe impunite.

I mass-media invitano i rei a discolparsi dentro pseudo-dibattiti pilotati, facendo loro un favore e mitigando la rabbia e l’indignazione popolare diffusa. Nella peggiore delle ipotesi l’accusato può dire che non c’è nulla di certo e di definitivo, che bisogna aspettare per alcuni anni la sentenza definitiva di condanna.

Se non interviene la “prescrizione breve”, i cittadini e i mass-media avranno dimenticato ogni loro crimine. I “dibattiti” mediatici si svolgono tra inquisiti, giornalisti e addetti ai lavori, non coinvolgono mai le vittime degli scandali o i giudici che si occupano delle ruberie e dei reati, perciò sono truccati in partenza. Peraltro i nostri giornalisti non hanno alcun interesse a danneggiare una casta monopolistica, che li favorisce, assicurando loro lavoro, introiti, privilegi, monopolio mediatico, favori e candidature elettorali.

E’ poi uno scandalo inaccettabile che i partiti che vincono le elezioni – e quelli che le perdono – possano spartirsi, pro quota e alternativamente, incarichi istituzionali, presidenti di Enti e servizi pubblici, consulenze  e collaborazioni clientelari, poltrone, ecc. La vittoria elettorale definisce solo governo ed opposizione politica, per un periodo limitato: non deve avere nessuna influenza su cariche istituzionali, para-istituzionali o pubbliche, alle quali si accede per concorso, garantendo ai dirigenti pubblici autonomia e responsabilità personale.

Sappiamo tutti che reati di tale entità, come quelle descritti, sono puniti penalmente e con dimissioni immediate in ogni Paese europeo, ma non in Italia. Qui la Unione europea dell’euro non vale più. Ormai tutto questo è di dominio comune: allora la rabbia, l’indignazione, il ripudio per tanta arroganza, tanta delinquenza, tanta impunità, deve trovare modi e strumenti per manifestarsi concretamente. Le denunce radicali di Grillo trovano in questi casi ulteriori conferme e seguito diffuso.

Un modo è quello elettorale, non votando i partiti responsabili di questo andazzo e di tante ruberie, e votando invece partiti e candidati onesti, che pure esistono e sono emarginati.

Un altro modo, forse più incisivo, è quello di manifestare la propria indignazione davanti alle sedi dei partiti maggiori e peggiori, responsabili principali del degrado italiota.

Un terzo modo è quello di boicottare attivamente le trasmissioni ed i giornali che ospitano carnefici invece che vittime. Apprendiamo in questi giorni che i politici pagano tariffe salate per comparire in video. Ci dimostrano che, per il capitalismo, ogni valore – e la politica – sono merce a pagamento e mercimonio.

Bisogna anche battersi attivamente per modificare le norme e le procedure di impunità che il nostro ceto partitico si è dato, per garantirsi impunità e coperture permanenti. Si tratta di una valanga di leggine, di procedure indebite, di furbate italiote, che vanno conosciute e smantellate con decisione.

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