Tra giovani e “big” del mondo della moda, abiti da “sogno” in passerella nella settimana più attesa ma anche molti vestiti ordinari destinati alla vendita

la collezione di Massimo Crivelli

Si è conclusa a Milano la settimana della moda che ha visto seguire alle sfilate “una due giorni” di cinema dedicato a stilisti famosi come Valentino e Coco Chanel e modelle del calibro di Isabella Rossellini e Claudia Schiffer.

Le passerelle, sempre più un traguardo per adolescenti ambiziose, fanno sempre sognare, ma in queste collezioni e sfilate milanesi la moda sembrava avere un comun denominatore: “non osare”.

Sarà forse per il momento di crisi che sta attraversando il nostro paese, sarà perché questo si ripercuote anche negli animi degli stilisti o perché oggigiorno non ci si può permettere di rischiare una collezione bella a vedersi ma che “non vende”, sarà per tutto questo che le sfilate di Milano hanno portato in passerella capi di stilisti diversi ma molto simili tra loro sia nelle linee che nei colori; molti vestiti ordinari, solo per vendere.

Niente di nuovo quindi salvo rare eccezioni. Tra gli stilisti emergenti YOJIRO KAKE, 29enne giapponese di Osaka, ha colpito il pubblico con una giacca fatta a mano da lui stesso dove il “tessuto non tessuto” è un intreccio di striscioline ritagliate da varie lattine (es.: birra Asahi, te giapponese, Coca Cola) ed è stato apprezzato per la sua lezione di ecologia e la particolare sensibilità verso il rispetto del nostro pianeta.

Tra gli stilisti milanesi, invece, spicca MASSIMO CRIVELLI. La sua musa ispiratrice è Brigitte Bardot. Sui suoi abiti sembra di vedere scritto il concetto di femminilità; valorizzazione del corpo della donna senza essere ostentato o volgare. Linee morbide e colori che ricordano la natura lontana dell’Africa e quella più tangibile della nostra Italia coi blu intensi del mare di Capri ed i verdi delle colline intorno al lago di Varese dove vive la mamma.

Nella sua collezione prét-à-porter si susseguono capi dalle forme nuove e facili da abbinare tra loro. Abiti che vanno bene in ogni occasione del giorno e della sera e che incarnano soluzioni multifunzione. Particolarità non da poco, alcuni vestiti possono essere indossati anche senza il fastidioso reggiseno da chi non ha le classiche misure da modella. Ciò permette di azzardare spacchi, scollature asimmetriche e profonde che creano quel gioco di “vedo e non vedo” accattivante e intrigante.

Forme pulite e contemporanee valorizzano gli accessori del marchio spagnolo PURA LOPEZ per la collezione “primavera – estate 2013”.

Toni forti e combinazioni cromatiche aggiungono ricercatezza a coordinati di borse e scarpe, oltre a zeppe di diverse fogge e dalle nuove incredibili dimensioni. La city girl, “modern-chic”, veste con una palette di colori che ricordano i golosi dolcetti dell’oratorio: verde menta, rosa fragola, turchese e arancio.

Altra novità della fashion week milanese è stata proposta da Donna Moderna. La rivista ha mandato in passerella le donne di oggi, belle donne, ma comuni, con canoni ben lontani dalle modelle alte e filiformi: donne vere. La rivista, che da un anno utilizza personaggi di vita quotidiana per le sue pagine e copertine, precorre i tempi.

Come ulteriore testimonianza di questo cambiamento, Mondadori apre le porte della moda alla gente comune, al pubblico che passa per strada che può così fruire delle sfilate non più chiuse dentro le quattro mura di uno showroom.

C’è un “vento nuovo” nel concepire la moda dei nostri giorni…

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