Bufera sulla discutibile proposta dell’Authority. Il regolamento per la banca dati è in via di definizione

contatore elettrico

Una banca dati con i nomi dei clienti morosi. I gestori di energia elettrica e gas stanno per averla. È una legge del 2010 sull’Acquirente unico a prevederne l’introduzione.

E in questi giorni l’Autorità per l’energia elettrica e gas ha messo in consultazione un documento che stabilisce come deve funzionare, tenendo conto che gli interessi da tutelare sono diversi e che ci sono norme sulla privacy da rispettare. Un documento che ha già avuto il via libera dalle commissioni Industria del Senato e Attività produttive della Camera.

L’Autorità presieduta da Guido Bortoni lo ha messo a disposizione del pubblico per ricevere entro il 5 ottobre osservazioni e proposte. Ma i consumatori sono sul piede di guerra, chiedono al Parlamento di essere ascoltati, dicono un no senza appello alla banca dati per la schedatura dei clienti che non sono in regola con le bollette.

La ragione per la quale i venditori di energia spingono per fare in fretta l’ha spiegata chiaramente qualche giorno fa Paolo Vigevano, presidente e amministratore di Acquirente Unico, la società pubblica che sta realizzando e poi gestirà la piattaforma digitale. La morosità è letteralmente esplosa ed è connessa al cosiddetto «turismo energetico, che ha assunto dimensioni preoccupanti».

E’ sempre più diffusa la pratica di cambiare esercente, confidando sul fatto che una volta passati al nuovo operatore il vecchio non può più chiedere la disattivazione della fornitura per le bollette non pagate. La grande banca alla quale i gestori faranno affluire i dati dei clienti finali (famiglie e imprese) che non pagano servirà quindi a mettere al bando i morosi mettendo sull’avviso gli esercenti.
Proprio il rischio che famiglie in difficoltà possano trovarsi senza luce e gas, e nessuna possibilità di stipulare nuovo contratti, ha messo sull’avviso le associazioni dei consumatori. Fanno presente che il mercato dell’energia presenta molti aspetti critici, pratiche commerciali scorrette e servizi non richiesti che generano un enorme contenzioso con i clienti finali. Che sempre più spesso i clienti sono chiamati a pagare fatture con importi abnormi rispetto al consumo reale perchè emesse su dati stimati.

E che spesso le morosità sono derivate proprio dai comportamenti scorretti verso gli utenti. «Tutti i cittadini che per vari motivi non risultino aver pagato una bolletta rischiano di finire nella banca dati dei cattivi pagatori, con tutte le conseguenze del caso come l’impossibilità di attivare una nuova fornitura energetica o cambiare venditore. Lo stesso accadrebbe per le imprese».

Per i consumatori questa schedatura avrebbe «conseguenze abnormi» anche perché la crisi economica sta già mettendo seria difficoltà un numero crescente di famiglie e imprese. Quindi chiedono al Parlamento e all’Autorità energetica di bloccarla.

Ma come dovrebbe funzionare questo gigantesco archivio? Partiamo dal nome. Si chiama Bicse la banca dati relativa agli inadempimenti dei clienti finali del settore energetico. Potranno accedervi solo i venditori al dettaglio di energia e gas, gli stessi che sono tenuti ad alimentarla caricandovi le informazioni sui clienti serviti.

Quali informazioni contiene? Si parte dal codice fiscale, dalla descrizione della tipologia del cliente (uso domestico o no), per arrivare al numero di richieste di sospensione della fornitura, sospensioni per morosità con eventuali revoche, riattivazioni, richieste di indennizzi, le costituzioni in mora, e quelle sanate. Insomma è una vera e propria fotografia degli utenti. Previa consultazione con il Garante per la Privacy l’Autorità ha deciso che i dati non potranno essere conservati per più di un triennio, se si tratta di bollette mai pagate, mentre in caso di morosità poi sanata la relativa memoria non potrà superare i dodici mesi.

Per evitare l’accesso illimitato da parte di soggetti che non hanno mai avuto rapporti con il cliente, il regolamento prevede che il venditore dichiari sotto la propria responsabilità di aver già preso contatto con il cliente in vista della stipula del contratto.

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