Il senatore Garavaglia: “Bce, Ue, Fmi hanno estorto le dimissioni di Berlusconi ed il sostegno forzoso a Monti, minacciando di non comprare per due mesi titoli di stato italiani. E’ stato un vero e proprio ricatto finanziario” 

Mario Monti

Massimo Garavaglia getta nuove ombre inquietanti sul governo Monti. Le dichiarazioni del senatore della Lega Nord e vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato sostengono in modo esplicito la tesi che in Italia un anno fa si è verificato un colpo di Stato finanziario per la scalata al potere dei tecnici e dunque la nomina di un governo presieduto dal professore-banchiere.

Ecco quanto afferma Garavaglia, che certamente non ha in “simpatia” Monti ed un governo che non viene sostenuto dalla Lega, ma qualche verità sembra proprio dirla.

«Monti viene fatto senatore a vita il 9 di novembre. il 10 siamo in Commissione Bilancio a chiudere la finanziaria in commissione, e quello stesso giorno vengono a interrogarci gli ispettori della Bce – della Banca centrale [europea] – e di Bruxelles, perché eravamo sotto inchiesta.

E cosi ci interrogano: il presidente Giorgetti, della Camera [ndr. Giancarlo Giorgetti – presidente della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati], me, azzolini [ndr. Antonio Azzolini – presidente della commissione Bilancio del Senato], il presidente e il vicepresidente delle due commissioni.

Ci fanno tutto il loro bell’interrogatorio, alla fine l’ultima domanda è: “ma voi sosterrete il governo Monti?”. Mi g’ha disi [tr. io gli ho detto]: “ma, vedremo. c’è un governo in carica, se cade vedremo chi verrà nominato e decideremo.”no, no, no. verra’ fatto il governo Monti. voi lo sosterrete?”. al che ti girano un po’ i santissimi. gli dico:

“No, non funziona così. noi siamo stati eletti in una maggioranza, se la maggioranza non sta più in piedi si va e si vota e il popolo decide chi governa”.

“No, no, no. non ci siam capiti. se voi non sostenete il governo monti, noi non compriamo i vostri titoli per due mesi, e voi andate in fallimento”.

Ok. questo è giovedì 10 novembre. venerdì noi chiudiamo la finanziaria al senato, poi va alla camera, e stefano [allasia] con gli altri la vedono la domenica, e lunedì viene incaricato monti. martedì è premier. tutto bello semplice. quindi questo discorsetto, che è stato fatto a noi, evidentemente è stato fatto anche ai leader politici – noi eravamo solo interrogati in quanto tecnici della materia – e tant’è che all’inizio anche di pietro era in sostegno a Monti perché ci aveva creduto anche lui a questo ricatto dello spread, e così è andata…».

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