Angela Celentano si trova davvero in Messico? Se lo chiedono la mamma, Maria, ed il padre, Catello, e con loro l’Italia intera. Il contatto via Web con una ragazza che dice di chiamarsi Celeste Ruiz e sostiene di essere in realtà proprio la bambina (ormai adulta) che scomparve il 10 agosto 1996 sul Monte Faito, ha riacceso le speranze nel modo più incredibile e inatteso. «Amo anche voi. Ma sono felice qui (in Messico, ndr), non mi cercate più». Così ha scritto Celeste, o Angela se veramente è lei, ha scritto in una mail ai suoi veri genitori. L’ultima frase è: «Stammi bene e che Dio benedica tutta la tua famiglia”, ed è rivolta alla sorella Rossana con la quale si è messa in contatto via chat. Poi, quando si iniziava a parlare dell’eventualità di fare il test del Dna e di poter tornare in Italia, Angela si è eclissata. E adesso il mistero rischia di diventare un “giallo nel giallo».

La Polizia sta indagando. Sono già state ispezionate due abitazioni in Messico per trovare l’indirizzo esatto dove la ragazza diceva di abitare e dal quale ha usato il pc per mettersi in contatto con Rossana. E nella seconda casa, in particolare, risiedono un magistrato e la moglie è anch’essa una dipendente del Ministero di giustizia. Da quella casa qualcuno ha scritto e c’è un computer che è stato sequestrato: un primo esame ha rivelato che sono stati cancellati dei dati e la Procura di quella città ha messo l’intera famiglia sotto inchiesta per false dichiarazioni. Qualcosa sembra gettare ombre anche sulla credibile pista che porta a Celeste Ruiz. Gli investigatori avrebbero accertato che dall’Ip dal quale chattava la presunta Angela è stato creato un falso profilo Facebook al quale poi è stato dato il nome di Celeste Ruiz.

Potrebbe essere stata, insomma, opera di un miserabile sciacallo o magari la vera Angela si è connessa sotto copertura per non farsi trovare. Forse il vero punto cruciale non è neppure questo. Abbiamo visto e rivisto con attenzione la foto di Celeste – o Angela che sia – e la somiglianza dei tratti somatici tra la bambina scomparsa 16 anni fa e la ragazza adesso apparsa dal nulla (e nuovamente sparita) è a dir poco impressionante.

«In questa foto di Celeste, vedo tante cose somiglianti ad Angela. Gli occhi, la fronte alta, il labbro superiore….», ha ribadito Maria Celentano. E Catello Celentano, il padre di Angela, sottolinea: «Ci ha colpito questa immagine e noi stiamo cercando la ragazza della foto. Chiediamo la diffusione della fotografia di Celeste, soprattutto in Messico. Qualcuno potrebbe riconoscerla e segnalarla».

Soffermiamoci ancora una volta sulla foto di Celeste Ruiz: ci chiediamo, intanto, se ai genitori di Angela questa ragazza abbia inviato soltanto quella immagine o se ne abbia mandate anche altre. E’ fondamentale capire ciò. Perché se di Celeste Ruiz esiste soltanto quella foto, il sospetto – che potrebbe essere ovviamente del tutto infondato – è che si tratti di un’immagine creata dalla mano di un hacker senza scrupoli. Celeste Ruiz ricorda in maniera pazzesca Angela Celentano ma è anche sin troppo simile alla foto creata a suo tempo con il supporto dell’Fbi immaginando come può essere Angela (procedura informatica mediante tecnica di invecchiamento dei lineamenti). Tre foto, quelle che vi abbiamo proposto sopra, e tre volti straordinariamente somiglianti. Si potrebbe dire che è così perchè quella è Angela è ieri e oggi. Punto e basta. Eppure, qualcosa non torna. E allora ipotizziamo dove potrebbe essersi spinta la cattiveria umana al cospetto di una famiglia che da 16 anni cerca la propria figlia. Celeste Ruiz ci fa venire in mente un nome e una storia, un fantasma e uno dei più grandi inganni del secolo: Elizabeth Wainio e l’11 settembre.

Avete capito bene. Numerosi morti dell’11 settembre non sono mai esistiti e a tal proposito vi sono prove schiaccianti e fatti incontrovertibili che attestano questa tesi. Da Celeste Ruiz a Elizabeh Wainio, apriamo questa parentesi per capire meglio la possibile chiave di lettura di questo nuovo capitolo del mistero di Angela Celentano. Dando un’occhiata ai vari “memoriali” dedicati su internet ai morti dell’11 settembre ci si può fare un’idea abbastanza precisa per avere contezza di come la maggior parte di quelle vittime è inesistente. Si tratta di persone inventate, a cui è stata fornita un’identità somatica fittizia attraverso il procedimento di elaborazione digitale noto come “morphing”. Ecco come le diavolerie dell’era informatica consentono ad un semplice ed apposito programma di elaborare con una certa precisione volti di persone inesistenti a cui attribuire identità fittizie, e quello che vi abbiamo mostrato è un programma di uso comune adatto del quale certamente esistono versioni migliori e più evolute al fine di dar luogo con ulteriori margini di alta definizione a questo genere di falsi. Le tecnologie di morphing dei volti umani vengono effettuate tramite software scaricabili gratuitamente che permettono di trasformare con facilità un volto in un altro, senza che siano necessarie particolari capacità tecniche.

Nel caso specifico dell’11 settembre, il sistema è stato utilizzato in maniera piuttosto goffa e rudimentale, apportando in certi casi soltanto piccole modifiche ad un’immagine rispetto ad un’altra. E ci sono casi di volti identici che hanno due o tre nomi diversi. Dicevamo prima della signorina Elizabeth Wainio, nota anche come “Honor Elizabeth Wainio”, a seconda del sito in cui incappate, possiede un numero cospicuo di memoriali internet a lei dedicati. Fate una ricerca con il suo nome e date un’occhiata da soli. Non di rado questi siti richiedono donazioni e organizzano eventi per la raccolta di fondi. Il problema è che Liz non è mai esistita. Figura nell’elenco del farsesco “Volo 93”, la stessa esistenza del quale è stata di fatto ormai demolita sotto ogni profilo immaginabile. “Liz” è anche uno dei passeggeri a cui viene attribuita una telefonata dal cellulare (diretta alla sua “matrigna”) eseguita pochi minuti prima di andare incontro alla propria “morte eroica”.

Per essere una graziosa ragazza di 27 anni, Liz sembra essere stata stranamente evitata dai fotografi. Se la si cerca su internet, del suo viso sorridente, troveremo un paio di istantanee tutte simili e la famiglia di Elizabeth sembra possedere solo una quantità molto limitata di immagini della ragazza: tutte con delle pose/atteggiamenti/espressioni monotematiche, per non dire identiche. Se anche la foto di Celeste, dunque, è frutto di morphing, se cioè siamo di fronte ad un falso, potrebbe essere opera di chi, avendo abilità con questo tipo di programmi, magari ha cercato di realizzare una foto quanto più possibile aderente ai tratti somatici della vera Angela, dando luogo ad un primo piano privo di sfondo. E da lì in poi lo sciacallo sarebbe entrato in contatto con i familiari di Angela?

E’ così che è andata? La mente umana può arrivare ad un tale livello di spietata meschinità? Noi speriamo di no. La storia, purtroppo, insegna di sì. Tanto più perché questi reati non vengono puniti come dovrebbe essere. Non ha bisogno di ulteriori commenti questo filmato. Il confine tra realtà e immaginazione nell’era moderna si è fatto quasi impercettibile, sino a farci scoprire che a volte una foto, una normalissima foto di una persona, è l’istantanea di chi neppure esiste. Mettere per un istante a confronto la foto di Celeste Ruiz e quella di Elizabeth Wainio fa quasi rabbrividire, perché nulla c’entrano l’una con l’altra però sembrano entrambe delle identità virtuali create nello stesso modo e con il medesimo fine spietato di ingannare. Osservate come si ripete la perfezione di alcuni lineamenti del volto, i colori e lo sfondo scuro in pratica inesistente e quello stesso sorriso quanto mai radioso.

Va detto e sottolineato come inverosimile appare che la Scientifica e i vari esperti non abbiano analizzato quella foto di Celeste per attestarne l’autenticità e le peculiarità dei tratti somatici. Le Forze dell’Ordine stanno facendo tutte le verifiche del caso per arrivare alla soluzione di un caso molto complicato. Ad ogni modo, Angela Celentano è ancora viva ed è da qualche parte. Lo speriamo e ne siamo anzi certi. Le “bestie” che l’hanno strappata ai suoi genitori 16 anni fa con molta probabilità l’hanno venduta a qualcuno e chissà dove l’hanno portata. Forse si trova veramente in Messico e ci auguriamo che quella foto sia reale e sia finalmente la prova effettiva dell’esistenza da qualche parte di Angela. E’ la speranza di tutti.

Catello e Maria Celentano da 16 anni vivono nell’angoscia di non sapere più nulla della loro figlia, in un lungo ed estenuante rituale di avvistamenti che si rivelano piste illusorie. Interrogatori e appelli senza esito, perquisizioni infruttuose, avvistamenti che poi non portano a una svolta: è una sequenza infinita di speranze che si infrangono contro il muro cinico della crudeltà. Quanto altro tempo deve durare questo martirio che per un padre e una madre non può avere eguali? Non si può giocare con il dolore e con la vita delle persone. Non si può immaginare, soprattutto, che Celeste Ruiz sia nient’altro che il fantasma virtuale di Angela Celentano. E’ lei, la bambina di 3 anni scomparsa nel bosco maledetto e oggi 19enne, o piuttosto l’inesistente volto dietro cui si cela la mano vigliacca di un hacker?

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