I consiglieri regionali del Lazio potranno “godersi” con soli due anni e mezzo di legislatura un vitalizio di 3800 euro mensili. L’ennesima vergogna italiana

Renata Polverini

Eccola l’ennesima vergogna di una sequenza infinita di privilegi in barba alla crisi e alla povera gente che non arriva alla fine del mese. Parliamo ancora della Regione Lazio e dei consiglieri, quelli che al primo mandato, circa una quarantina, attendono un responso.

Con soli due anni e mezzo di legislatura potranno, infatti, godersi un sostanzioso vitalizio di 3800 euro mensili. Basta che integrino volontariamente la restante parte dei contributi fino a fine legislatura e il gioco è fatto. Facendo un rapido calcolo: 1600 euro di contributi mensili fissati per legge, moltiplicati per i 25 mesi che restano, fanno circa 40 mila euro. E gli conviene, ecco perché…

Sciolti i dubbi di quanti fino a ieri sospettavano che il tergiversare di Renata Polverini prima di presentare la lettera di dimissioni fosse proprio per consentire a quel consiglio “indegno”, come lei stessa lo ha definito, di godere di una rendita a vita. In realtà bastavano sei mesi e un giorno per accedere alla clausola dei contributi volontari.

Ma – spiega Blitz Quotidiano in un approfondimento sul tema – procediamo con ordine: all’articolo 8 della legge regionale 19 del 1995, è previsto che possono accedere all’assegno vitalizio mensile “i consiglieri che abbiano compiuto 55 anni e abbiano corrisposto i contributi per un periodo di almeno 5 anni di mandato”. E allora, si vorrà obiettare, dopo appena due anni e mezzo di legislatura come è possibile che possano accedere a quell’assegno?

E’ possibile perché volendo dare un’interpretazione estensiva all’articolo 10 di quella stessa legge, si scopre che è possibile godere dei contributi versati fino a quel momento se si integra la restante parte dei versamenti in maniera volontaria. Che, abbiamo fatto i calcoli, fanno circa 40 mila euro. Così già a 55 anni tutti, ma proprio tutti, potrebbero cominciare a ricevere il vitalizio. Anche a 50 se rinunciano al 25% dell’assegno.

Ora, considerando che da 50 anni in su l’aspettativa di vita è di almeno altri 20 anni, quelli che un comune mortale trascorre ancora a lavorare, quei 40 mila euro sono un prezzo più che vantaggioso per avere 3800 euro a vita. Perché, se la matematica non è un’opinione, dopo vent’anni di euro ne avranno incassati circa 100 mila. E poi per coprire buona parte della contribuzione volontaria potranno sempre avvalersi del trattamento di fine rapporto: una liquidazione pari a circa 30 mila euro.

E con tutti, ma proprio tutti, si intende anche Franco Fiorito, che a 50 anni (ovvero tra soli 9 anni, lui ne ha 41) potrà godersi un assegno di 5 mila euro al mese, avendo sulle spalle già una legislatura (Marrazzo) e mezza (Polverini).

In tutto questo, non si è detto che a quei 71 consiglieri andranno pagati gli stipendi per almeno altri 3 mesi, fino al giorno della chiamata alle urne. Che fanno altri 3 milioni di euro a spese dei cittadini. E la Regione Lazio sta già pagando i vitalizi a 180 ex consiglieri per una cifra totale di 16 milioni e 200 mila euro.

Ora il nodo da sciogliere è ancora uno: prima di andarsene Renata Polverini aveva disposto il passaggio dal sistema retributivo, l’attuale, a quello contributivo per i vitalizi dal 2015 in poi. Ma per diventare operativa la riforma necessita ancora di alcuni passaggi amministrativi. Se il consiglio non si sbriga a compierli entro 3 o sei mesi, quanti sono quelli che restano prima del voto, anche i nuovi eletti alla Pisana andranno in pensione con le vecchie regole.

© Riproduzione Riservata

Commenti