Francia, ecco la tassa del 75% sui redditi alti. Varata la Finanziaria 2013, l’imposta verrà applicata sopra quota un milione. Hollande: “non lascerò un euro di debiti”

Francois Hollande

Parigi e Berlino rilanciano la Tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie. Via libera intanto del consiglio dei ministri francese alla legge di bilancio 2013. Uno sforzo «senza precedenti» l’ha definito il ministro dell’Economia Pierre Moscovici, illustrando le nuove misure che prevedono tagli e nuove tasse per 36,9 miliardi.

Il presidente francese, Francois Hollande, ha promesso che alla fine del suo quinquennio all’Eliseo, la Francia non avrà «nemmeno un euro in più» di debito pubblico. In particolare, nel corso di un punto stampa al salone dell’automobile di Parigi, Hollande ha detto che «abbiamo avuto 600 miliardi di euro di debito supplementare nel precedente quinquennio. L’impegno che mi prendo adesso, è che non ci sarà neanche un euro in più alla fine del mio quinquennio», in «termini di debito». Il capo dell’Eliseo si è anche impegnato a sostenere la «competitivita» del settore auto, sottolineando che non dipende «solo dal costo del lavoro», ma da «tutto ciò che può sostenere l’innovazione e il dialogo sociale».

Il testo prevede 20 miliardi di euro di entrate fiscali supplementari (10 dai privati, 10 dalle imprese), a cui si aggiungono i 4,4 miliardi di proventi di norme già approvate, a cui si aggiungono 10 miliardi di risparmio sulle spese dello Stato e 2,5 miliardi di riduzione delle spese di assicurazione.

La discussa tassazione al 75% dei redditi da lavoro superiori a 1 milione di euro, in particolare, dovrebbe portare circa 200 milioni di euro alle casse pubbliche, secondo le stime dell’esecutivo, mentre l’aumento dell’Imposta straordinaria sulla fortuna (con tasso d’imposizione tra lo 0,55% e l’1,8% a seconda dell’ammontare del patrimonio) ne porterà circa un miliardo.

Con questo programma, ha affermato ancora Moscovici, la Francia conferma il suo obiettivo di riportare il deficit al 3% del pil entro la fine del prossimo anno. Ribadita anche la previsione di una crescita allo 0,8% per il 2013, superiore alle stime sia delle istituzioni finanziarie internazionali che delle agenzie di rating.

«È una finanziaria di guerra», per il raddrizzamento del Paese, «per lottare contro un debito che non smette di crescere», «a favore della giustizia sociale» e «per la crescita e il futuro». «È un budget coraggioso, responsabile» con un «obiettivo ambizioso». Così il premier francese, Jean-Marc Ayrault ha illustrato la finanziaria 2013 che rappresenta «un atto di mobilitazione» della Francia.

Un budget, sottolinea Ayrault, che prevede 10 miliardi di risparmio sulla spesa pubblica, che «chiede uno sforzo giusto» ai francesi: «l’imposta sui redditi risparmia le classi medi e popolari: 9 famiglie su 10, il 90% dei francesi non subiranno un aumento delle imposte. Invece, è vero, chiediamo uno sforzo ai più ricchi, è il 10% dei contribuenti che pagheranno di più».

E alle aziende del Cac40, le principali quaranta aziende francesi, «che pagano meno imposte rispetto alle piccole e medie imprese» a cui «chiediamo uno sforzo per il raddrizzamento dei nostri conti pubblici».

Francia e Germania intanto provano a rilanciare la tobin tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie con una lettera inviata da Moscovici e dal collega todesco Wolfang Schaueble agli altri ministri europei. «Vogliamo incoraggiarvi e invitarvi a partecipare a una cooperazione rafforzata», dicono. Non essendoci infatti una maggioranza per l’introduzione di una sorta di Tobin tax né nell’Unione a 27, né nell’eurozona, Parigi e Berlino ritengono ora opportuno procedere sulla strada di una cooperazione rafforzata nell’Ue, che richiede il sì di almeno nove Paesi (un terzo dei 27).

Francia e Germania spingono perché la proposta a nove sia pronta entro la fine dell’anno e vorrebbero che la Tobin tax diventasse operativa dal prossimo anno. La Commissione Ue ha dichiarato più volte di essere «pronta» a presentare rapidamente una proposta, ma ritiene «ambizioso» l’obiettivo di veder entrare in vigore la Tobin Tax già dal 2013. Nei giorni scorsi, indiscrezioni giornalistiche tedesche hanno dato conto di un’opposizione di Italia e Spagna, che starebbero usando la Tobin tax come strumento di trattativa con Berlino nella gestione della crisi dei debiti sovrani. Al progetto si sono pertamente dichiarati contrari Gran Bretagna, Irlanda, Olanda, Svezia, Lussemburgo e Malta. Mentre il fronte dei favorevoli include Austria, Finlandia, Grecia, Slovenia, Belgio, Portogallo e Polonia.

Secondo calcoli del parlamento Ue, se applicata in tutti i Paesi Ue, l’imposta sulle transazioni finanziarie consentirebbe di raccogliere, attraverso aliquote minime (0,1% per obbligazioni e azioni, lo 0,01% sui derivati), circa 57 miliardi di euro ogni anno.

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