Cristo, nella sua vita terrena, avrebbe avuto una moglie: un frammento di papiro scatena clamore e polemiche

Gesù era sposato?

Sembrerebbe un annuncio choc, quello rilanciato dall’ Harvard Divinity School secondo la quale Gesù nella sua vita terrena avrebbe avuto una moglie.

Tale tesi con la quale Fox News riprende da altri quotidiani la notizia, uscita fuori da una conferenza tenutasi martedì 18 settembre sera da Karen L. King, durante il decimo Congresso internazionale di studi copti, ospitato dall’Istituto Patristico Augustinianum, non sembra aver suscitato il clamore che prometteva di avere in sé. Anche Dan Brown aveva già battuto nel “Codice da Vinci” questa strada, rimanendo rilegato, però soltanto a fenomeno letterario e cinematografico.

Karen King, durante la conferenza, ha mostrato un frammento di papiro dove, sembra sia indicato, in lingua copta, un brevissimo dialogo svoltosi tra Gesù e i suoi discepoli a proposito di un personaggio femminile, Maria, che egli definisce “mia moglie”. Un annuncio che, chiarisce la professoressa King “non prova la tesi che Gesù fosse sposato ma nemmeno che non lo fosse”.

Peccato però che la propaganda mediatica americana, messa in atto dalla ricercatrice, sia antecedente alle tesi presentate al congresso che di per sé non hanno nulla di scientifico. Il papiro oggetto dello studio non è stato ritrovato in nessuno scavo archeologico bensì proviene dal mercato antiquario orientale, quindi la sua origine e la relativa datazione non hanno una rilevanza attestabile con approfonditi studi che a volte, per i reperti archeologici, durano anni.

La storia dei papiri di Qumran è l’emblema, in assoluto, del giallo storico e, sebbene le tesi siano ancora controverse da tutte le parti, possiamo affermare senza dubbio alcuno che uno studio critico e approfondito è stato condotto per decenni se non altro per una corretta datazione archeologica. Voler scivolare sul gossip per alimentare il mercato dei falsi storici non è la via della corretta indagine archeologica nel quale ci si avvale di un protocollo ormai consolidato da secoli.

Non si può ammettere, in ambito scientifico che si utilizzi il nome di Gesù indicandolo come sposato solo per blande trame e, sebbene la sua figura fa e farà sempre discutere, in questo caso, il muro dell’inconsistenza storica ci appare invalicabile ma, come sempre, dove non arriva la realtà si sopperisce ben volentieri con la fantasia.

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