Le scosse (magnitudo 4,1) di stanotte tra le province di Benevento ed Avellino: necessario realizzare costruzioni antisismiche, unica linea di difesa da questi fenomeni

L’INGV su blogingvterremoti ha reso noto che “Un terremoto di magnitudo 4.1 è avvenuto alle ore 03:08:22 italiane del giorno 27 settembre 2012 alla profondità di 11.4 km. Il terremoto è stato localizzato dalla Rete Sismica Nazionale dell’INGV nel distretto sismico: Sannio.” L’area in esame (figura 1) fu interessata da un evento di magnitudo 6,1 il 21 agosto 1962 (Guidoboni e Valensise, 2012)

Figura 1: ubicazione degli eventi del 27 settembre 2012 e del sisma del 21 agosto 1962

Ne “Il terremoto del 21 agosto 1962 nell’Appennino campano” pubblicato da blogingvterremoti si riporta “Esattamente cinquant’anni fa, il 21 agosto del 1962, un ampio settore dell’Appennino campano, comprendente il Sannio e l’Irpinia, fu colpito da due violente scosse di terremoto, separate da un intervallo di circa dieci minuti. Le scosse causarono un grave disastro e misero in ginocchio decine di comuni nelle province di Benevento ed Avellino. Una ventina furono i morti accertati ed oltre 16.000 i senzatetto. La magnitudo fu stimata in 6.1 (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani CPTI11). Una prima scossa fu sentita il 21 agosto alle ore 16.56 locali: fu abbastanza forte da spaventare la popolazione, come documentato ad Ariano Irpino (AV), ma non causò danni.

Questo primo terremoto fece in modo che molte persone rimasero fuori dalle case e in stato di allarme fino a quando, circa due ore più tardi, ci furono due violente scosse a dieci minuti di distanza tra di loro: la prima alle 19.09 e la seconda alle 19.19.Delle due scosse si ritiene che la seconda fu quella che causò più danni: le province più danneggiate furono quelle di Avellino e Benevento; danni meno gravi furono rilevati anche nelle province di Napoli, Foggia, Caserta e Salerno. Nell’area epicentrale gli effetti del terremoto sono stati classificati con il IX grado della Scala Mercalli (MCS). I testi e le notizie sono tratti da “IL PESO ECONOMICO E SOCIALE DEI DISASTRI SISMICI IN ITALIA NEGLI ULTIMI 150 ANNI” E. Guidoboni e G. Valensise – Bononia University Press 2012”.

L’area è attualmente classificata nella massima categoria sismica ed è ritenuta tra quelle a maggiore pericolosità sismica. Fino al 7 novembre 2002 solo una parte di tale area era già stata inserita nella massima categoria sismica. (figura 2).

La zona interessata dalle scosse del 27 settembre 2012 è caratterizzata dalla convergenza di strutture crostali che hanno significativamente condizionato l’assetto morfostrutturale (figura 3).

Si trova in una zona contornata da strutture crostali sismogenetiche che hanno originato sismi di elevata magnitudo negli ultimi secoli tra cui si ricordano quelli del 1702, 1730, 1930 e altri ancora più a sud.

Dopo il sisma del 1980 gran parte dell’area ricadente sulle faglie sismogenetiche fu erroneamente classificata come seconda categoria sismica e non di prima. Siolo dopo il sisma di S. Giuliano di Puglia gli amministratori regionali trovarono il coraggio di riclassificare il territorio. Fino al 2002 in gran parte dei territori insistenti sulle faglie sismogenetiche si è costruito con le norme relative ad una categoria sismica inferiore a quella oggi vigente.

Naturalmente è impossibile prevedere quali sviluppi si potranno avere dal punto di vista degli eventi sismici. Si sa che l’area è interessata da faglie sismogenetiche che prima o poi, continuando le interferenze tra le masse continentali (Africa-Europa-Area Adriatica) potranno originare nuovi sismi. L’affidabilità delle costruzioni antisismiche rimane l’unica difesa dagli eventi sismici.

Figura 2: ubicazione degli eventi del 27 settembre 2012 relativamente alla classificazione sismica vigente fino al 2002 (a sinistra) e attuale (a destra).

Infine un’altra immagine sull’area interessata dal sisma di queste ore.

Figura 3: le più significative strutture che interessano l’area interessata dal sisma del 27 settembre 2012

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