Il direttore de “Il Giornale” ha 30 giorni per chiedere misure alternative al carcere. Ma lui: “vado in cella”

Alessandro Sallusti

La Procura di Milano ha sospeso per 30 giorni l’esecuzione della pena nei confronti del direttore de “Il Giornale”, Alessandro Sallusti, condannato oggi in via definitiva dalla Cassazione.

Una sospensione automatica, prevista in casi come quello del giornalista che non ha cumuli di pena nè recidive: il tempo necessario perché Sallusti possa presentare domanda per la concessione di misure alternative al carcere. Lo ha spiegato il procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati.

Il direttore de “Il Giornale” ha comunicato alla redazione del quotidiano le sue dimissioni: “Questa sera mi dimetto. Non ho alcuna intenzione di chiedere misure alternative alla galera”, si legge sul sito del quotidiano. Il ministro della Giustizia Paola Severino, appresa la notizia della conferma in via definitiva della condanna del direttore de Il Giornale ha dichiarato che la norma va cambiata.

“Prendo atto della decisione della Corte di Cassazione. Non conosco il merito della vicenda e ho troppo rispetto delle sentenze per poter fare commenti. In merito al profilo normativo confermo quanto oggi detto in Parlamento sulla necessità di intervenire al più presto sulla disciplina della responsabilità per diffamazione del direttore responsabile, omogeneizzandola agli standard europei che prevedono sanzioni pecuniarie e non detentive”, ha aggiunto il Guardasigilli.

Sulla home page del sito de “Il Giornale” campeggia una grande scritta blu: ‘Vergogna’. Il catenaccio recita: “Una vergogna per tutto il paese, come nelle dittature: la Cassazione ha confermato la condanna al nostro direttore di 14 mesi di reclusione”. A breve Sallusti terrà il suo ultimo discorso davanti alla redazione prima di dimettersi.

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